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Trapani, un omicidio si riapre dopo 23 anni: arrestato un 69enne, la vittima era il cognato

© Foto : Provinciale Carabinieri Roma Sala Stampa Centrale Operativa dei Carabinieri di Roma
 Centrale Operativa dei Carabinieri di Roma - Sputnik Italia, 1920, 18.12.2021
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Ci sono voluti 23 anni per arrivare ad arrestare l’omicida di Benedetto Ganci, ucciso la sera del 5 novembre 1998 nelle campagne di Fulgatore. Ma gli omicidi non vanno in prescrizione e così si è arrivati all’incriminazione del cognato, Antonio Adamo, oggi 69enne.
Il caso è stato riaperto grazie alla figlia di Ganci, che nell’estate del 2020 si è presentata in caserma con degli indizi e sospetti che hanno fatto riaprire il caso. Al termine delle indagini la svolta.
Gli inquirenti hanno ricostruito che a uccidere l’uomo fu qualcuno che lo attirò in una trappola in campagna, dove fu ucciso con “inaudita ferocia”, riporta Fanpage.
Il corpo di Ganci fu ritrovato nelle campagne con vari colpi al volto, al capo e alle braccia. Non fu un’arma da fuoco a ucciderlo, ma dei pali di cemento, secondo il medico legale che effettuò l’autopsia.
A quanto pare, Ganci si era reso conto delle morbose attenzioni di Antonio Adamo nei confronti delle figlie e così si ritrovò vittima di un mostro.
Secondo le indagini, è emerso che Adamo aveva un profondo rancore nei confronti di Ganci e che quando quest’ultimo gli intimò di stare lontano dalle sue figlie sarebbe scattata la furia omicida.
Ganci fu considerato dal cognato “un ostacolo ai desideri sessuali nutriti dall'indagato nei confronti, in particolar modo, di una nipote, all'epoca minorenne”. Per i giudici, movente e chiave di lettura consentono “di iscrivere in una cornice unitaria i pezzi del puzzle investigativo”.
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