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Roma, svolta nella vicenda Diabolik: arrestato il killer di Fabrizio Piscitelli

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Pistola - Sputnik Italia, 1920, 18.12.2021
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Arrestato il presunto killer di Fabrizio Piscitelli: si tratta di Raul Esteban Calderon. L'uomo, cammuffato da corridore, avrebbe ucciso, il 7 agosto 2019, con un colpo di pistola calibro 7,65 sparato alla nuca, Diabolik, alias Fabrizio Piscitelli, noto capo degli "irriducibili" della Lazio.
È svolta nella vicenda sull'omicidio di Fabrizio Piscitelli, il capo ultras della Lazio finito al centro di una torbida vicenda di narcotraffico e di crimine organizzato e freddato con un colpo di pistola il 7 agosto 2019, nel parco romano degli Acquedotti, a Cinecittà.
Gli agenti della polizia dello Stato hanno arrestato un uomo, tale Raul Esteban Calderon, su provvedimento di fermo convalidato dal gip di Roma, con ordinanza di custodia cautelare in carcere.
A capo dell'indagine, la Dda della Capitale.
Le telecamere di sorveglianza, le cui immagini sono state tratte al vaglio degli inquirenti, mostrano l'uomo al momento dell'omicidio, in tenuta da corridore, mentre si avvicina a Fabrizio, in quel momento seduto su una panchina. Dopo avergli sparato, il presunto colpevole viene visto allontanarsi di corsa, come i tanti che fanno jogging di consueto al parco.
Il sospettato corre proprio in direzione di una telecamera di cui non sospetta l'esistenza.
Le prove a suo carico, come spiega in una nota riportata da Rainews24, sono schiaccianti:

"Dall'analisi tecnica del filmato dell'omicidio eseguita prima dalla Polizia scientifica e successivamente dal consulente tecnico incaricato dalla Procura è emersa una chiara compatibilità tra il killer visibile nel filmato e il soggetto gravemente indiziato".

Calderon risulta essere già coinvolto nella vicenda dell'omicidio di Shehaj Selavdi, il 38enne albanese da tutti noto come Simone, omicidio compiuto insieme ad Enrico Bennato, ora in carcere per precedenti reati.
Selavdi era stato ucciso sulla spiaggia di Torvaionica il 20 settembre 2020.
Calderon risulterebbe essere così il killer assoldato negli ultimi anni dalle mafie del narcotraffico che agiscono nelle aree di Primavalle, del Tuscolano e Montespaccato.
martello giudice - Sputnik Italia, 1920, 20.09.2021
Tribunale di Roma condanna affiliati e capi del clan Casamonica

Diabolik

A capo della curva laziale, a dare l'avvio a quella che viene vista, a partire dalla fine anni '80, come una rivoluzione nel mondo delle tifoserie, quella di dare un significato che travalica lo sport, per toccare la politica, mitizzando e additando a motivo di tanta 'distinzione' origini elitarie, tradizione e retorica imperiale, Fabrizio Piscitelli cresce nella stima degli ultras e nelle responsabilità.
Da quello che altro non era che un modo di sostenere la propria squadra del cuore, si passa presto al mondo del merchandising, fino ad arrivare alle operazioni, lecite o no, nel mondo dell'economia e della finanza.
A poco a poco, la tifoseria passa alla gestione della vendita dei biglietti, delle trasferte, alla stessa squadra.
In questo mondo di dinamica trasformazione, Fabrizio Piscitelli si sente a casa, nel suo. Ma la tifoseria non gli basta. E allora le vicende di droga, del narcotraffico, dei beni immobiliari di lusso, beni poi sequestrati dalle forze dell'ordine per somme milionarie, fino ad arrivare alla collusione con le due mafie all'onore delle cronache della Capitale in questi anni recenti: il clan degli Spada e quello dei Casamonica, in una guerra tra le due fazioni in cui Diabolik si era inserito nel 2017 a fare da paciere, con plausibili vantaggi personali, ove si parla di circa 50 milioni di euro a girare nelle tasche di Piscitelli, prima che venisse freddato.
Difatti Piscitelli, prima di quel fatidico 7 agosto 2019, sarebbe stato arrestato per traffico di stupefacenti e avrebbe scontato una pena a 4 anni e 6 mesi, uscendo poi di galera.
L'arresto si inquadrava nel lungo filone di indagini dal titolo di Grande Raccordo Criminale, una grossa inchiesta sul traffico di droga nella Capitale condotta dalla Guardia di Finanza a partire dal novembre 2019, ma legata a precedenti indagini datate febbraio 2018, che aveva portato alla luce un ingente traffico e un'elevata organizzazione e che porta, tra l'altro, all'arresto di 51 persone.
La vittima era poi risultata anche coinvolta nella tentata estorsione a danno del presidente della Lazio Lotito, dove vediamo Piscitelli ancora una volta condannato.
Oggi, con l'arresto del presunto killler, si aggiunge un tassello alla lunga indagine.
Si dichiarano contenti i parenti della vittima, auspicando di poter mettere la parola fine alla vicenda, accertando definitivamente le colpe e i colpevoli dell'efferato omicidio del proprio congiunto:

"Siamo molto contenti e soprattutto sollevati, non ce lo aspettavamo, nella tragedia è stata per noi una bella notizia. Appena l'ho saputo, beh, non si può spiegare. È un bel regalo di Natale. (...) Adesso aspettiamo altre informazioni più precise perché al momento non ce ne sono. Sapevamo che gli investigatori stavano lavorando ininterrottamente".

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