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Migranti, i romeni la comunità più integrata: "Ora serve maggiore rappresentanza"

© AP Photo / Vadim GhirdaМолодые люди танцуют во время шоу зимних традиций в Бухаресте, Румыния
Молодые люди танцуют во время шоу зимних традиций в Бухаресте, Румыния - Sputnik Italia, 1920, 18.12.2021
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Un dossier del centro studi e ricerche Idos traccia il bilancio dell'immigrazione romena in Italia negli ultimi trent'anni.
Per i migranti romeni l’Italia ormai è una “seconda patria”. È la conclusione tratta dal volume “Radici a metà. Trent’anni di immigrazione romena in Italia”, realizzato dal centro studi e ricerche Idos dell’Istituto di Studi Politici San Pio V.
Nonostante “precarietà della presenza e del posto di lavoro e i rischi di discriminazione ed emarginazione”, la comunità romena, tra quelle straniere presenti in Italia è fra le più integrate. Chi è arrivato in Italia dalla Romania negli ultimi 30 anni si sente “incluso e pienamente accettato nella società italiana”. Questo, secondo la ricerca vale soprattutto per i giovani, che ormai spesso sono nati e cresciuti qui.
La comunità romena in Italia è anche la più numerosa con 1.076.412 presenze nel 2021. Si tratta, secondo i dati forniti nel volume, “del 20,8 per cento del totale degli stranieri”.
I migranti romeni si sono stabiliti soprattutto al centro nord, con i due terzi che risiedono nell’Italia centrale e nel Nord Ovest. Al Nord Est vive un altro 22 per cento, mentre il 12,7 ha scelto il Sud e il 5,9 le isole.
“Quasi un romeno su cinque – prosegue la ricerca, ripresa da Askanews - risiede nel Lazio (19 per cento del totale) e uno su sette nella sola provincia di Roma (14 per cento)”.
Le donne sono quasi il 60 per cento. Spesso, quindi, sono madri e mogli quelle che scelgono di emigrare per sostenere la famiglia nel Paese d’origine e a promuovere, dove possibile, il ricongiungimento familiare, portando in Italia figli e marito.
“Interessante notare – si osserva ancora nell’analisi - che il trasferimento della cultura romena alla generazione dei bambini risulti ridotto e generalmente limitato all’uso della lingua romena nello spazio familiare”.
La tesi, quindi, è che è probabile che per i più piccoli “il risultato finale possa essere l’assimilazione”.
Tra le criticità ancora da risolvere, infine, secondo il centro Idos, c’è quella della “rappresentanza in ambito politico e istituzionale” della diaspora romena sia in Italia, sia in Romania.
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