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2021, l'anno dedicato a S. Giuseppe: ecco il presepe che omaggia tutti i papà

© Foto : fornita dall'Associazione "Il Mulino"Presepe che omaggia i papà
Presepe che omaggia i papà - Sputnik Italia, 1920, 18.12.2021
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Natale: è impressa nella mente di tutti la scena della Natività nel presepe, con Maria e Giuseppe ai lati della culla dove il 25 dicembre appare il bambino Gesù. La figura della Madonna con il bambino in braccio, inoltre, è un’immagine oramai fissa nella storia dell’arte e delle tradizioni, ma un presepe capovolge i ruoli e omaggia la paternità.
Non è Natale senza presepe, e in Italia si tratta di un’arte secolare, una vera eccellenza a cui ogni italiano è abituato fin da piccolo. Si allestiscono nelle chiese, ne esistono di tutti i tipi: il presepe vivente, quello in strada, con le figure a grandezza d’uomo, quello intimo, domestico, composto ogni anno da tutti i membri della famiglia.
Uno in particolare, quest’anno, ha attirato l’attenzione dei cittadini e dei media: il presepe esposto ai giardini pubblici di Villalta di Cesenatico, che ha messo in rilievo la figura di Giuseppe con Gesù fra le braccia, mentre la Madonna riposa su un pagliericcio. C’è chi l’ha definito alternativo, chi femminista, ma in realtà, a detta dei creatori dell’opera, si tratta di un omaggio alla figura di Giuseppe e alla paternità. Il ruolo del papà, solitamente offuscato e meno potente nell’immagine collettiva, in questo caso si trova al centro. Sputnik Italia ha raggiunto, per un’intervista in merito, Mauro Moschini, presidente dell’associazione "Il Mulino”, che ha realizzato la Natività.
— Mauro Moschini, com’è nata l’idea di questo presepe alternativo?
— Noi non lo riteniamo un presepe alternativo. Ci siamo trovati a marzo di quest’anno, perché noi iniziamo a lavorare sul presepe dal mese di marzo, e abbiamo cercato di capire come valorizzare l’anno 2021, che la Chiesa ha dedicato alla figura San Giuseppe. Ci è venuto in mente di solennizzare e di sottolineare la paternità di Giuseppe nella sacra famiglia: abbiamo messo il bambino fra le braccia di San Giuseppe e abbiamo lasciato riposare la Madonna su un pagliericcio nella capanna.
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— Quali sono state le reazioni al vostro presepe da parte dei cittadini? Vi hanno scritto da altre città?
— Noi non ci aspettavamo tutta questa attenzione. È il quattordicesimo anno del progetto, l’abbiamo sempre allestito. Da parte dei nostri cittadini abbiamo ricevuto tante reazioni positive, sono rimasti piacevolmente sorpresi della novità, conoscevano già il presepe, ma la novità li ha colpiti. Abbiamo avuto un’attenzione particolare da parte dei media sull’edizione di quest’anno, questo ci ha fatto molto piacere.
— Sono state diverse le interpretazioni del vostro gesto. Piuttosto che un’espressione femminista, come hanno scritto alcuni, possiamo dire che il vostro presepe, invece, mette al centro il ruolo del padre, che solitamente è un po’nell’ombra?
— Proprio questo era il nostro intento. Volevamo rappresentare una scena famigliare che sicuramente è accaduta. Noi abbiamo sempre nell’iconografia classica la Madonna con il bambino in braccio e Giuseppe in piedi lì, vicino alla Madonna. Noi immaginiamo che Giuseppe l’abbia preso in braccio il bambino, l’abbia cullato con tenerezza e in modo amorevole. Magari ha anche detto a sua moglie: “dai riposati dopo la fatica”. Questo è lo spirito del nostro presepe. Non c’è altro, nessun femminismo né parità di genere. Si tratta di una scena famigliare, nulla di più.
— Com’è cambiata, secondo lei, la figura del padre e i ruoli nella famiglia con il tempo? La situazione è cambiata parecchio rispetto a 50 anni fa, non crede?
— Sicuramente è molto cambiata. Io vengo da una famiglia patriarcale, dove gli anziani non si occupavano dell’educazione dei figli, raramente giocavano con i figli, era un compito della madre. Oggi, lo vedo nei miei figli e nei nipoti, i papà sono molto presenti nell’educazione dei figli, sono genitori nel pieno senso della parola. Oggi i papà sono dei bravi papà e partecipano alla vita famigliare, aiutando la moglie. Svolgono lavori in casa, che un tempo era impensabile che gli uomini facessero. Oggi vediamo un’evoluzione in positivo.
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— È un cambiamento positivo in primis per i bimbi, che si godono di più anche la paternità. Che ne pensa?
— La figura del padre è diversa da quella della madre infatti, entrambi completano il bimbo.
— Il vostro presepe è visitabile fino a che data?
— Ci troviamo nei giardini pubblici di Villalta di Cesenatico, è possibile visitare il nostro presepe 24 ore su 24 fino al 16 gennaio, gratis. Quest’anno abbiamo fatto un percorso interno al presepe, così il visitatore si sente parte del presepe stesso. Siamo abituati a guardare il presepe come una cartolina, in realtà l’altra novità è che quest’anno il nostro percorso permette di incontrare i vari personaggi del presepe.
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