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Summit UE dedicato al Covid-19: Draghi spiega le ragioni dell'Italia su obbligo tamponi all'ingresso

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Palazzo ChigiIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al Vertice UE-Balcani occidentali
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al Vertice UE-Balcani occidentali - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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L'imposizione di obbligo di tampone (e di Green pass) per chi entra nel Belpaese avevano suscitato la perplessità dei vertici UE: Draghi ne ha spiegato i motivi. In primo piano, la necessità di mantenere il vantaggio sulla per ora bassa diffusione della variante Omicron nel Paese.
Il premier italiano Mario Draghi, intervenuto al summit dell'Unione Europea a tema Covid-19, ha riferito che la variante Omicron sia per ora non ancora molto diffusa nel Paese e che sia quindi necessario impedirne la diffusione. Sarebbe questo il motivo alla base della decisione di reintrodurrre l'obbligo di tamponi per chi fa ingresso in Italia.
La stretta è quindi una misura necessaria, fa sapere Draghi, dato il prezzo pagato dall'Italia in termini di morti, ben 135mila, e con pesanti ricadute anche in economia, con una caduta del Pil del 9%.
Sulle polemiche scatenate all'indomani della decisione italiana in tema di viaggi, il premier Draghi ribatte:

"Il coordinamento a livello UE deve essere guidato dal principio di massima cautela".

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L'Unione Europea aveva esposto le proprie perplessità circa le misure restrittive reintrodotte dall'Italia tramite la sua portavoce Vera Jourova, la quale aveva detto: "Quando gli Stati membri introducono condizioni aggiuntive al Green pass o rendono le condizioni più severe, come nel caso dell'Italia e forse del Portogallo, la stretta deve essere giustificata sulla base della situazione reale, e la possibile introduzione del tampone negativo per i viaggi dagli altri Paesi UE immagino verrà discussa al Consiglio europeo perché queste decisioni individuali degli Stati membri riducono la fiducia delle persone sul fatto che ci siano condizioni uguali ovunque in Europa", alla chiusura degli Affari Generali.
Ora Draghi ha voluto porre un freno alla polemica innalzata nei giorni scorsi, adducendo validi motivi di carattere sanitario, ma anche rinforzati dalla norma e dall'impianto giuridico dell'Unione, ad avvallo della decisione presa dal governo italiano, disposizione entrata in atto su ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.
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Sul fatto, infine, che l'Italia non abbia provveduto a dare un preavviso di almeno 48 ore prima di introdurre le disposizioni in materia di viaggio, ad abbassare i toni ci pensa il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola:
Si è fatto "molto rumore per nulla. Il coordinamento continua tra il ministro della Sanità e la commissaria, tra tutti i primi ministri perché questa è la necessità del tempo che viviamo e dobbiamo tutti essere uniti e coesi proprio per proteggere i cittadini contro le varianti".
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