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Palermo, la Guardia di Finanza salva i pazienti psichiatrici dalle torture inflitte in una RSA

© Depositphotos / Giuseppe AnelloМашина финансовой гвардии Италии
Машина финансовой гвардии Италии - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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Sequestrati beni per 6,7 milioni di euro, 35 misure cautelari. Tra i reati ipotizzati la truffa ai danni dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo, la tortura, i maltrattamenti, il sequestro di persona, la corruzione, malversazione e frode in pubbliche forniture.
Operazione dal nome quanto mai azzeccato per ossimoro, Relax, quella che ha portato gli uomini della Guardia di Finanza a scoprire le torture cui erano sottoposti i pazienti di una residenza in provincia di Palermo.
35 persone interessate da misure cautelari, 10 condotte in carcere, 5 con obbligo di dimora, sequestro di 6,7 milioni di euro, che ha fatto scattare anche la denuncia di truffa ai danni dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo ed il reato di corruzione.
Gli indagati dovranno rispondere dei reati di maltrattamento, tortura, corruzione, truffa, sequestro di persona, malversazione e frode nelle pubbliche forniture.
L'operazione ha portato alla luce l'ennesima triste vicenda di maltrattamenti inflitti a danno dei più deboli, in questo caso pazienti psichiatrici.

Le vittime venivano chiuse a chiave nelle stanze, lasciate senza acqua e cibo, umiliate.

Le indagini condotte dagli uomini della Guardia di Finanza della città siciliana si sono svolte su un duplice filone: da un lato le indagini e le verifiche sui reati di percosse, maltrattamenti e vessazioni cui erano soggetti i pazienti, dall'altro accertamenti sull'onlus in cui operavano gli indagati, che in realtà onlus non era, essendo stata oggetto, negli anni, anche a fronte di falsa documentazione presentata alle autorità, di pubbliche erogazioni per una entità pari a 6,7 milioni di euro.
Soldi in buona parte utilizzati per scopi privati, come l'acquisto di auto, gioelli, soggiorni di lussoe viaggi.
Da qui, l'ipotesi del reato di truffa aggravata e di corruzione, che risulterebbe a favore di un funzionario dell'Asp di Palermo, il quale avrebbe favoreggiato l'associazione in cambio dell'assunzione del figlio nella stessa.
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In tale filone di indagini si inquadra anche il reato di frode in pubbliche forniture, dato che il servizio erogato dall'onlus e diretto ai pazienti in cura è risultato, per ovvietà, al di sotto degli standard obbligatori previsti.
Sul filone dei maltrattamenti, le indagini hanno accertato l'utilizzo di terapie farmacologiche in misura massiccia e prive di giustificazione in tali dosi, il tutto per mantenere i pazienti sedati e non avere le dovute complicazioni nel gestirli.
Risulta poi che i pazienti fossero presi sistematicamente a calci, a schiaffi e rinchiusi per svariate ore in una piccola stanza completamente vuota e priva di servizi igienici, per cui gli stessi erano costretti ad espletare i propri bisogni sul pavimento.
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