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Macron parla dei gilet gialli: "possibile" la rivoluzione

© Sputnik . Irina Kalashnikova / Vai alla galleria fotograficaGIlet Gialli
GIlet Gialli - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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Riferendosi al movimento dei gilet gialli su TF1, il Capo di Stato francese ha esaminato la portata delle proteste per il Paese e ha ammesso gli "errori" che le hanno precedute.
La crisi dei gilet gialli "ci ha parlato delle profonde paure che ci sono nella nostra società", portate da "questa Francia che si sente invisibile", ha annunciato mercoledì Emmanuel Macron, in un'intervista a TF1 e LCI.
Questa crisi, nata nell'autunno del 2018, è stata, secondo il Capo dello Stato, "il momento in cui i francesi, in particolare quelli che lavorano - perché molti gilet gialli hanno un lavoro, ma sono mal pagati - sono andati sulle barricate".
"È questa Francia che si sente invisibile" che ha manifestato, secondo Macron.
"E si mette i gilet gialli, questa Francia, perché dice: non ci riconoscete", ha aggiunto.
"Sono donne e uomini (…) che, in fondo, dicono: 'Non ci vedete, non parlate mai di noi, la nostra vita è impedita, volete creare un mondo in cui non si capisce niente, ma che è ancor meno fatto per noi'", ha ulteriormente descritto il Presidente.
Ha sostenuto che "la rivoluzione è possibile, ma va fatta con quella Francia che ci tiene, che ci aiuta, che si prende cura dei nostri anziani, dei nostri figli, che ci fa vivere".
Interrogato sulla propria responsabilità nella crisi, Emmanuel Macron ha ammesso "che in quel momento sono stati commessi errori".
"Abbiamo preso decisioni che sono state vissute dai nostri connazionali come un: 'Non capiamo perché le prendono, ma vengono per impedirci di vivere'", ha riflettuto.

La follia della piazza

Macron, però, ha condannato le violenze che avevano scandito la crisi durante le manifestazioni di ogni sabato, descrivendo il periodo come "un periodo molto duro".

"È successo qualcosa, un momento che fa impazzire la folla, che a volte, per citare Hugo, tradisce la gente, e la folla impazzisce", ha detto.

"Non abbiamo diritto all'incitamento all'odio e alla violenza contro i leader", ha avvertito, deplorando inoltre "i decision makers che, troppo felici di vedere il governo in difficoltà, hanno legittimato, all'inizio (della crisi -ndr), tutto ciò".
“Penso che la violenza c'è nella nostra società, che sta tornando, perché c'è risentimento, perché ci sono paure, (...) ma in democrazia, se tornano la violenza e l'odio, allora è la democrazia stessa che crollerà", ha avvertito Macron.
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