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Sanzioni alla Russia, i leader dei paesi dell'UE votano all'unanimità per il prolungamento

© Sputnik . Aleksey VitvitskyPrimo ministro del Belgio Charles Michel
Primo ministro del Belgio Charles Michel - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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Le sanzioni economiche dell'UE, in vigore da più di sette anni, colpiscono i settori finanziario, energetico e della difesa in Russia. Inizialmente, queste sanzioni erano state introdotte dall'UE nel luglio 2014, per un periodo di un anno, in seguito alla crisi politica in Ucraina e il ricongiungimento della Crimea alla Russia.
I leader dei paesi dell'UE hanno votato all'unanimità per la proroga delle sanzioni contro la Russia, durante il vertice dell'UE a Bruxelles, ha dichiarato venerdì il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.
"Se la Russia intraprenderà ulteriori azioni militari contro l'Ucraina, seguiranno enormi conseguenze e gravi costi. I leader di #EUCO hanno concordato all'unanimità di rinnovare le sanzioni economiche contro la Russia. Chiediamo alla Russia di mantenere la sua parte dell'accordo e di procedere con l'attuazione di Minsk", ha scritto Michel sulla sua pagina Twitter.
Inoltre, secondo il vertice dell'UE, le restrizioni esistenti hanno un impatto economico significativo sull'economia russa e privano Mosca dell'accesso a tecnologie sensibili.
"Le sanzioni limitano l'accesso ai mercati dei capitali primari e secondari dell'UE per alcune banche e società russe e vietano forme di assistenza finanziaria e intermediazione nei confronti delle istituzioni finanziarie russe. Le misure vietano inoltre l'importazione, l'esportazione o il trasferimento, diretti o indiretti, di tutto il materiale relativo alla difesa e stabilisce un divieto per i beni a duplice uso per uso militare o per utenti finali militari in Russia. Le sanzioni limitano ulteriormente l'accesso russo a determinate tecnologie sensibili che possono essere utilizzate nel settore energetico russo, ad esempio nella produzione e nell'esplorazione petrolifera", riferiva all'epoca il consiglio.
Prima della scadenza delle sanzioni iniziali, nel marzo 2015, la durata delle sanzioni era legata alla "piena attuazione" degli accordi di Minsk. Da quel momento in poi, sono state prorogate ogni sei mesi, sulla base della valutazione dell'UE sul rispetto dell'accordo.
Un'altra proroga di queste sanzioni è prevista per la fine di gennaio del prossimo anno.
Mosca ha contrastato le sanzioni, intraprendendo un percorso di sostituzione delle importazioni, e ha ripetutamente affermato che è controproducente parlare con la nazione nel linguaggio delle sanzioni. La Russia ha anche ripetutamente sottolineato che il conflitto nella regione orientale dell'Ucraina del Donbass è interno e Mosca, insieme all'OSCE, alla Francia e alla Germania, è solo un mediatore nella sua soluzione nel quadro degli accordi di Minsk.
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