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Francia, chiusa per "apologia della Jihad" la moschea di Beauvais

© AP Photo / Kamran JebreiliМусульмане молются в Великой Мечети в Абу-Даби Объединенных Арабских Эмиратах
Мусульмане молются в Великой Мечети в Абу-Даби Объединенных Арабских Эмиратах - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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Nel mirino, i sermoni di un imam che esaltava i miliziani jihadisti, definendoli eroi, e predicava odio nei confronti di cristiani, ebrei e musulmani.
Apologia della jihad, ma anche sermoni zeppi di odio contro omosessuali, ebrei e cristiani. Per questo, la prefettura dell’Oise, dipartimento a nord di Parigi, ha disposto la chiusura, per almeno sei mesi, della grande moschea di Beauvais, nel centro della città francese.
È stato lo stesso ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, citato dall’agenzia AFP, a spiegare che il governo non ha intenzione di tollerare chi “attacca profondamente il modello repubblicano e la Francia”.
Sotto accusa ci sono i sermoni pronunciati da uno degli imam della moschea. Un “volontario” subito sospeso, chiarisce Samim Bolaky, legale dell’associazione Espoir et Fraternité, che gestisce la moschea.
Secondo il ministero dell’Interno, però, l’uomo pronunciava regolarmente discorsi apologetici della Jihad e dei miliziani jihadisti, che definiva “eroi”.

Nelle prediche del religioso c’era anche spazio per l’affermazione di una “pratica rigorosa dell’Islam” e della sua “superiorità alle leggi della Repubblica”, e per la condanna dei “miscredenti”: omosessuali, cristiani, ebrei, con cui i fedeli della moschea avrebbero dovuto rompere ogni legame. Anzi, l’imam incitava all’odio nei loro confronti e nei confronti della repubblica francese.

L’avvocato sostiene che le frasi siano state “estrapolate” dal loro contesto. Eppure le parole intercettate dalle forze dell’ordine, diffuse anche su Facebook, sono fin troppo eloquenti e non lasciano spazio a dubbi. La chiusura, però, secondo il legale dell’associazione, sarebbe una misura “sproporzionata”. E non esclude di presentare ricorso in appello.
Da martedì scorso, l’accesso alla moschea è stato comunque interdetto per “proteggere i fedeli dalla frenesia mediatica”, ha spiegato un responsabile di Espoir et Fraternité all’AFP.
La città di Beauvais, nel frattempo, fa sapere, in un comunicato, di “affidarsi allo Stato, che si assume le proprie responsabilità nel far rispettare le leggi della Repubblica”. Ma precisa che “in situazioni del genere non bisogna associare i sermoni di qualcuno a tutta la comunità musulmana francese”.
Nell’esagono sono 2.623 le moschee e le sale preghiera frequentate dai fedeli musulmani.
Di queste, 21 sono attualmente chiuse e sei, come è accaduto per quella di Beauvais, sono sottoposte ad indagine.
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