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De Luca contro birre e pizze in strada: "Vietato fare i cafoni"

© Foto : screenshot / pagina Facebook di De LucaIl governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante una conferenza stampa
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante una conferenza stampa - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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L'ordinanza del governatore campano è mirata ad evitare assembramenti nei luoghi pubblici durante le festività natalizie: "Vietato fare il porcile davanti a bar e pizzerie”.
“Vietato fare i cafoni”. Utilizza come al solito termini coloriti il governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca, per spiegare l’ultima ordinanza che vieta le feste di piazza e il consumo di cibo e bevande nei luoghi pubblici per ridurre al minimo gli assembramenti.
Insomma, le pizze e le birre si possono portare a casa ma non possono essere consumate “in mezzo alla strada come i profughi”.
Il provvedimento sarà valido dal 23 dicembre al 1 gennaio 2022 dalle 11 alle 5 del mattino. Bar e ristoranti non potranno vendere bevande da asporto. Il governatore promette “controlli a campione” per scovare i “furbetti”.
“Quando dico che è vietato l'asporto, significa che le pizze possono essere portate tranquillamente a casa, ma è vietato fare il porcile davanti a bar e pizzerie”, ha spiegato ancora De Luca, citato da Fan Page.
Vincenzo De Luca - Sputnik Italia, 1920, 16.12.2021
De Luca: Salvini Neanderthal e imbecilli in TV
Il governatore dei “lanciafiamme” alle feste di laurea minaccia chiusure a gennaio se i comportamenti irresponsabili durante le festività natalizie dovessero causare un aumento eccessivo dei contagi.
“L'obiettivo – spiega - è impedire di chiudere le scuole e le attività economiche. Ma questo lo raggiungiamo se siamo responsabili".
"Se abbiamo 10 giorni di follia tra Natale e Capodanno e tutti cominciano a fare feste e festini scambiandosi bottiglie di birra e superalcolici – ha aggiunto - è chiaro che a metà gennaio dovremo chiudere tutto”.

Tutte le gaffe di De Luca

Il governatore campano non è nuovo a gaffe ed espressioni pittoresche, che si sono susseguite negli ultimi due anni nelle innumerevoli dirette social volte ad informare i cittadini sull’andamento della pandemia Covid.
Dalla “minaccia” di inviare i carabinieri con il “lanciafiamme” alle feste di laurea nel marzo del 2020, in pieno lockdown, alla presa in giro della bimba che protestava contro la Dad. La definì “Ogm” e “cresciuta con latte al plutonio”. In quel caso si scusò. Non lo ha fatto, invece, quando all’inizio di dicembre a Casoria apostrofò i no-vax come una “banda di imbecilli e irresponsabili da buttare a mare".
Tra le frasi celebri c'è anche quella delle mascherine "sulle orecchie" per frenare i contagi e l'attacco a Matteo Salvini. "Lui è ancora allo stadio evolutivo dell'uomo di Neanderthal; prima di arrivare all'Homo Sapiens, ci vogliono ancora 40mila anni", disse del leader della Lega.
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