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Danimarca, primo Paese UE ad autorizzare la pillola anti-COVID mentre la Omicron imperversa

© Depositphotos / Jbroggi Una ragazza prende una pasticca
Una ragazza prende una pasticca - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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La Danimarca è diventata il primo paese dell'UE a utilizzare la pillola anti-COVID a base di molnupiravir, della casa farmaceutica statunitense Merck, per trattare i pazienti a rischio con sintomi.
Il trattamento a base di molnupiravir, farmaco antivirale commercializzato con il nome di Lagevrio, è stato approvato per l'uso di emergenza dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA) a metà novembre, consentendo ai singoli paesi dell'UE di decidere autonomamente se utilizzarlo anche prima dell’autorizzazione formale.
Il Lagevrio è stato approvato a novembre nel Regno Unito ed è in procinto di essere approvato anche negli Stati Uniti.
“Raccomandiamo il trattamento con la pillola, perché riteniamo che i benefici superino i danni per quei pazienti che sono più a rischio di ammalarsi gravemente di COVID-19", ha dichiarato Kirstine Moll Harboe, dell'Autorità sanitaria danese, in una nota. Allo stesso tempo, ha affermato che le autorità sono pienamente consapevoli che il trattamento è nuovo e manca ancora un’approfondita conoscenza in materia.
La Moll Harboe ha promesso che gli effetti collaterali del trattamento sarebbero stati attentamente monitorati.
I risultati completi della sperimentazione clinica, pubblicati il 26 novembre dalla Merck & Co. Inc., una delle più grandi società farmaceutiche del mondo, con sede nel New Jersey, hanno in realtà mostrato risultati decisamente inferiori alle aspettative.
I primi rapporti, basati su dati provvisori, parlavano di un’efficacia del 50% nella capacità di riduzione del tasso di ospedalizzazione e morte per i pazienti a rischio che assumevano il farmaco poco dopo l’infezione, al contrario, i dati preliminari sperimentali rivelano un’efficacia ridotta al 30%.
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Ondata record in Danimarca

La Danimarca sta attualmente soffrendo un'ondata record di casi COVID-19 e un focolaio del nuovo ceppo Omicron, che dovrebbe diventare il ceppo dominante nella capitale danese molto presto, stimano le autorità sanitarie.
Durante questa settimana, ogni singolo giorno è stato stabilito un nuovo record giornaliero di contagi, secondo quanto riportato dallo State Serum Institute.
Giovedì, sono è stato segnato il record di 9.999 nuovi casi, in una nazione di soli 5,8 milioni di abitanti.
Da notare, tuttavia, che il numero dei decessi attribuiti al COVID lo stesso giorno è stato di 12, contro un record di 37 registrato lo scorso 21 gennaio, quando i nuovi casi furono ‘solo’ 3.198.
Ad oggi, 517 pazienti COVID-19 sono attualmente ricoverati in ospedale in tutta la Danimarca, 61 dei quali in terapia intensiva, il numero più alto dal precedente picco di infezione a febbraio.
"Speriamo che il trattamento contribuisca a ridurre il numero di ricoveri ospedalieri per i pazienti ad alto rischio di malattia grave", ha affermato la Moll Harboe.
Affrontando la situazione su Facebook, il primo ministro Mette Frederiksen ha scritto che i livelli d'infezione sono "purtroppo come previsto, molto, molto alti". Ha anche detto che "non ha dubbi" sul fatto che saranno necessarie nuove misure per spezzare le catene di trasmissione. Inoltre ha esortato i suoi connazionali a sottoporsi alla dose di richiamo il prima possibile.
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Al momento, la Danimarca ha un livello di vaccinazione del 77,1 per cento, il più alto della Scandinavia, ed è in procinto di somministrare una terza dose di vaccino alla popolazione.

Omicron probabilmente meno sensibile ai vaccini, ma meno letale

Un nuovo rapporto norvegese sembrerebbe confermare i sospetti riguardo al nuovo ceppo Omicron. Durante una festa in un ristorante, organizzata dalla società di energia rinnovabile Scatec, successivamente definito un evento ad alta trasmissione, 140 persone sono state contagiate, la maggior parte delle quali con il ceppo Omicron. Il 98% dei soggetti era completamente vaccinato, ha riferito l'emittente nazionale NRK.
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