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Austria, il pranzo di Natale sarà solo per i vaccinati

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLa residenza imperiale di Hofburg a Vienna
La residenza imperiale di Hofburg a Vienna - Sputnik Italia, 1920, 17.12.2021
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Il ministro della Salute, Wolfgang Mueckstein, ha annunciato che il Paese allenterà le restrizioni nel periodo natalizio. Via libera a pranzi e cene tra vaccinati, ma per i no-vax resteranno le limitazioni.
Feste blindate per i no-vax in Austria, mentre chi ha fatto il vaccino potrà organizzare feste e veglioni.
Gli invitati, però, dovranno essere al massimo dieci. E se l’evento prevede la partecipazione di un numero superiore di persone, bisognerà fare il tampone.
Nel Paese, il primo in Europa ad imporre un nuovo lockdown dopo l'estate, i casi sono diminuiti. Per questo, la scorsa settimana è stato allentato il blocco totale. Ma le restrizioni per i non vaccinati sono rimaste in vigore, con la regola delle due G, che prevede l’accesso a bar, ristoranti, hotel e negozi soltanto a chi è vaccinato e guarito. E, a partire da febbraio, le vaccinazioni dovrebbero diventare obbligatorie.

“Nelle ultime settimane abbiamo ottenuto un vantaggio che vogliamo usare. Vogliamo usarlo per prenderci un momento di pausa a Natale, per ricordare ciò che è veramente importante”, ha detto il ministro della Salute Wolfgang Mueckstein, citato dall’agenzia Reuters.

Il lockdown per i non vaccinati, però, proseguirà. Tuttavia, dal 24 al 26 dicembre e nella giornata del 31, anche chi non si è ancora immunizzato potrà visitare “una persona cara".
A Capodanno verrà anche revocato il coprifuoco per i locali.
Protesta contro il nuovo lockdown in Austria - Sputnik Italia, 1920, 13.12.2021
Austria, fine delle restrizioni per i vaccinati ma in arrivo multe salate per i non vaccinati
Non è chiaro se dopo le feste scatteranno di nuovo le chiusure, per contenere la diffusione della variante Omicron. Al momento, i casi nel Paese sono 75, ma il ministro ha fatto sapere che l’Austria ha dalle due alle tre settimane di differenza con la Danimarca e la Gran Bretagna, dove la situazione è preoccupante.
“Non posso e non voglio escludere nulla per gennaio”, ha detto Mueckstein.
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