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No-vax, Mannheimer a Sputnik: "Il partito anti-green pass vale dal 5 al 10 per cento"

© Sputnik . Evgeny UtkinMilano, Arco della Pace, Manifestazione anti-green pass
Milano, Arco della Pace, Manifestazione anti-green pass - Sputnik Italia, 1920, 16.12.2021
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Un partito no-green pass potrebbe nascere anche in Italia se si andasse al voto nei prossimi mesi. Il sondaggista Mannheimer a Sputnik: "Potrebbe ottenere tra il 5 e il 10 per cento dei consensi".
È l’acronimo di “Menschen - Freiheit - Grundrechte” (Mfg), che in tedesco significa “Uomini - Libertà - Diritti fondamentali”, il nome del partito anti-vaccino che è riuscito a raccogliere il 6,2 per cento dei consensi nelle ultime elezioni regionali in Alta Austria. Secondo gli analisti, oggi sarebbe pronto a votarlo tra il 4 e il 6 per cento degli austriaci. Una cifra che permetterebbe ai no-vax di entrare nel Parlamento di Vienna.
Anche dall’altra parte delle Alpi, a Trieste, il Movimento 3V (che sta per Vaccini vogliamo verità), è riuscito ad eleggere un proprio rappresentante, Ugo Rossi, al consiglio comunale. Ma in Italia, dove le manifestazioni anti green pass ormai sono diventate un appuntamento fisso, potrebbe nascere un partito contro i vaccini? E quanto consenso potrebbe raccogliere? Sputnik Italia lo ha chiesto a Renato Mannheimer, sondaggista, fondatore dell’Ispo e membro dell’Advisory Board di Eumetra.
— Quante possibilità ci sono che l’Italia segua l’esempio austriaco?
— Il rischio che nasca un partito no-vax c’è. Dietro la lotta al green pass c’è un sacco di gente che protesta per svariati motivi. Si stima che in Italia i contrari al green pass siano circa il 20 per cento. Se il partito non fosse monotematico, ma in generale di protesta contro il governo e la crisi economica potrebbe raccogliere un po’ di consensi, anche approfittando del fatto che il sistema politico in Italia è molto debole.
— Un sorta di nuovo Movimento 5 Stelle, quindi…
— Sì, esatto. C’è sempre stata un’area di protesta in Italia, così come in altri Paesi, dagli Stati Uniti alla Francia. A suo tempo è stata incanalata dal Movimento 5 Stelle, che ora però si è istituzionalizzato lasciando orfana questa fetta di elettorato.
— Tornando al partito no-vax, in quanti lo voterebbero?

— Se fosse un partito monotematico anti-vaccino in pochissimi: direi l’un per cento o forse meno. Diverso se parliamo di un partito no green pass. Io credo che potrebbe ottenere tra il 5 e il 10 per cento dei consensi. Altri sono più prudenti.

— A chi potrebbe sottrarre voti un partito del genere?
— Potrebbe far presa tra coloro che si sono astenuti alle ultime elezioni, ma anche portare via consensi anche al Movimento 5 Stelle. Gli anti green pass sono trasversali: soprattutto di destra, leghisti ed elettori di Fratelli d’Italia, ma anche grillini.

Secondo una ricerca recente sarà proprio l’atteggiamento sul green pass ad influenzare molte opinioni politiche e non viceversa.

— Cioé?
— Chi in questo momento abbraccia la battaglia anti-green pass potrebbe raccogliere il consenso di questa parte di elettorato.
Vaccinazione - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
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— Ma ci sarà un vero e proprio partito no-vax alle prossime elezioni?
— Dipenderà molto da quando si andrà a votare. Se si andasse alle urne prima della scadenza naturale della legislatura potrebbe essere, ma resto scettico.
— Quanti sono invece ad apprezzare Draghi e le politiche del governo?

— Il gradimento attorno al presidente del Consiglio è molto alto, più alto che sul governo. Draghi in questo momento attira a sé molto consenso, anche tra gli elettori di Fratelli d’Italia.

— Se si andasse a votare domani, quindi, chi avrebbe la meglio?
— È molto difficile da dire. Dipenderà molto dalla campagna elettorale. Oggi ci sono tanti elettori indecisi, non è più come una volta che tutti avevano ben chiara la propria opinione.
Stando ai sondaggi il centrodestra è in vantaggio. Ma è anche vero che ai sondaggi risponde soltanto la metà della popolazione. Gli altri si decidono all’ultimo minuto e poi votano lo stesso, quindi è difficile fare previsioni.
Sicuramente l’atteggiamento sul green pass, se si votasse tra qualche mese, potrebbe essere molto importante.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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