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La Danimarca affitterà una prigione d'oltremare in Kosovo per dare più spazio ai suoi prigionieri

© Fotolia / Sakhorn38Un prigioniero
Un prigioniero - Sputnik Italia, 1920, 16.12.2021
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L'idea d'inviare i criminali a scontare la pena all'estero ha scosso la politica danese, sia a destra che a sinistra. Mentre i sostenitori affermano che l'iniziativa allegerirebbe il carico sulle carceri danesi, i critici azzardano che l'"esternalizzazione" sia immorale e costituisca un "pendio scivoloso".
La Danimarca sarebbe vicina a stringere un accordo con le autorità del Kosovo per l'affitto di un'intera prigione, con celle per almeno 300 prigionieri, riporta la radio danese DR. Lì, i criminali deportati verranno inviati a scontare la loro pena.
Questo fa parte di un accordo concluso tra il governo, numerosi partiti d'opposizione, che rappresentano entrambe le ali del parlamento, e il servizio carcerario e di libertà vigilata danese.
Si prevede che le carceri danesi soffriranno un disavanzo di circa 1.000 posti carcerari entro il 2025 e l'accordo è progettato per risolvere tale problema di sovraffolamento.

“Uno dei vantaggi di tale misura è che (i prigionieri) non dovranno essere risocializzati per tornare nella società, perché non dovranno trovarsi in Danimarca in seguito. Pertanto, possiamo comodamente spostare l'intero gruppo in modo che servano in un altro posto", ha detto alla radio danese il ministro della giustizia socialdemocratico Nick Hækkerup.

Sorprendentemente, due dei partiti di sostegno del governo, l'Alleanza Rosso-Verde e il Partito Social Liberale, non fanno parte dell'accordo.

“Il governo ha scelto di fare del servizio penitenziario e di libertà vigilata danese una questione di politica sull'immigrazione. Semplicemente non credo che dovremmo istituire 300 celle all'estero. Ci sono altri modi di gran lunga migliori per risolvere i problemi di capacità. Inoltre, sarà molto difficile tenere d'occhio i diritti dei prigionieri e i diritti umani", ha affermato la portavoce legale dell'Alleanza Rosso-Verde Rosa Lund.

Il Partito Social Liberale, dal canto suo, ha citato un'esperienza “spaventosa” dall'estero.

“La Norvegia ha già avuto un accordo molto criticato per l'affitto di posti carcerari nei Paesi Bassi. Siamo molto preoccupati per la nostra strada su questo "pendio scivoloso", quando in Danimarca rifiutiamo di assumerci la responsabilità dei nostri prigionieri. Il sistema carcerario del Kosovo è stato criticato per corruzione, violenza tra detenuti e personale scarsamente formato”, ha detto a TV2 la portavoce legale del partito Samira Nawa.

Nemmeno il partito liberal-conservatore Venstre, che ha guidato la Danimarca prima del cambio di potere nel 2019, fa parte dell'accordo. Secondo il suo portavoce legale, Preben Bang Henriksen, l'accordo è “troppo lassista”.

“La Danimarca è già un Paese con una delle legislazioni più clementi, con le pene più basse per i reati. Con questo accordo, si continua in discesa", ha detto Bang Henriksen.
Al contrario, il portavoce legale del Partito popolare danese, Peter Skaarup, ha lodato l'iniziativa per alleviare il carico sul sistema carcerario danese.
L'accordo, che stanzia un totale di 4 miliardi di corone danesi (600 milioni di dollari) per le nuove misure, che, oltre alla prigione del Kosovo, includono strutture simili in Danimarca e misure per ridurre il tasso di detenzione nel Paese, è stato salutato come un aumento storico dei finanziamenti.
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