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Direttore AIEA: “Serviranno aggiustamenti all’Accordo sul Nucleare Iraniano nel 2022"

© AP Photo / Ronald ZakRafael Grossi, direttore generale dell'AIEA
Rafael Grossi, direttore generale dell'AIEA - Sputnik Italia, 1920, 16.12.2021
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Mentre i negoziati riprendono, con prudenza, a Vienna, nel tentativo di rilanciare l’Accordo sul Nucleare Iraniano, il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite ha consigliato di aggiornare l'accordo, al fine di garantire la capacità dell'agenzia di monitorare il programma nucleare di Teheran.
"La realtà è che abbiamo a che fare con un Iran molto diverso", ha detto Rafael Grossi, direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), all'Associated Press, in un'intervista di martedì negli Emirati Arabi Uniti, commentando i nuovi tentativi di rilanciare l’Accordo sul Nucleare Iraniano (JCPOA - Joint Comprehensive Plan of Action).
Grossi ha detto che "il 2022 è talmente diverso dal 2015 che dovranno esserci aggiustamenti che tengano conto di queste nuove realtà, in modo che i nostri inviati possano ispezionare qualunque cosa i paesi concordino al tavolo politico".
L'accordo del 2015, raggiunto con l'Iran da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Russia, Cina e Unione Europea, riduceva le sanzioni economiche di vecchia data contro l'Iran, in cambio dell'accettazione da parte della Repubblica Islamica di severi limiti alla qualità e alla quantità di uranio che avrebbe potuto arricchire. Teheran era stata limitata a solo il 3,67% di purezza dell'uranio-235 e ad avere abbastanza materiale radioattivo per servire appena una manciata di centrali nucleari e strutture di ricerca medica.
Tuttavia, nel 2018, l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump affermò, senza dimostrarlo, che l'Iran avesse segretamente violato l'accordo e la sua amministrazione si ritirò unilateralmente da questo, imponendo sanzioni di "massima pressione" all'Iran. Sebbene non convinti dall'intelligence statunitense, i partner europei dell'accordo rispettarono comunque le sanzioni statunitensi, nonostante le proteste di Teheran.
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Di conseguenza, anche l'Iran ha iniziato a fare passi indietro, rispetto agli impegni presi nell'ambito di quell’accordo, oramai non più valido. L'Iran ha dichiarato pubblicamente che sta arricchendo l'uranio fino al 60% di purezza, mentre, secondo Israele, starebbe puntando ad arrivare al 90%, al fine di dotarsi di un’arma nucleare. Tesi, tuttavia, sempre negata dalle autorità di Teheran.
A tale proposito, Grossi ha detto all’AP che "Non c'è nessun altro paese, oltre a quelli che producono armi nucleari, che raggiunge quei livelli elevati di arricchimento dell'uranio”, aggiungendo: "Ho detto molte volte che questo non significa che l'Iran non abbia un'arma nucleare. Ma significa che questo livello di arricchimento richiede un intenso sforzo di verifica”.
Grossi ha aggiunto che vorrebbe dire all'Iran che "se il Paese vuole essere rispettato dalla comunità internazionale, deve necessariamente cooperare con gli ispettori dell'AIEA".
"Dobbiamo lavorare insieme", ha detto Grossi. “Devono lavorare insieme. Farò in modo che capiscano che in noi avranno un partner".
A Vienna, i diplomatici dell'amministrazione del presidente USA, Joe Biden, hanno accusato l'Iran di poca serietà nei negoziati, sebbene l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, abbia recentemente dichiarato al Consiglio di sicurezza che Washington sarebbe pronta a "revocare le sanzioni incompatibili con i nostri impegni JCPOA”, qualora l’Iran intendesse affrontare le trattative con urgenza e critica.
L’omologo iraniano presso l’ONU, Majid Takht Ravanchi, ha tuttavia replicato, facendo notare che Teheran ha bisogno di garanzie sul fatto che Washington non "abuserà" nuovamente delle procedure dell'accordo, come avvenuto con Trump.
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