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Caro bollette, Pellegrino (ARTE): “oggi paghiamo gli errori della politica”

© Sputnik . Максим Богодвид / Vai alla galleria fotograficaManometro
Manometro - Sputnik Italia, 1920, 16.12.2021
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Non si ferma il caro bollette, che va ad impattare duramente sul portafoglio delle famiglie e delle imprese. Il governo stanzia 3,8 miliardi e continua a parlare di rinnovabili, di fatto, però, è in un ritardo devastante sulle fonti pulite e le conseguenze le pagano direttamente gli italiani, con bollette stellari.
Sembra non finire l’incubo dei rincari per l’energia elettrica e per il gas. Sicuramente, l’impennata dei prezzi delle materie prime si riflette sulle bollette, ma le cause di questa crisi, evidentemente, vanno cercate a monte. Gli interventi del governo saranno davvero efficaci per contrastare l’aumento dei prezzi dell’energia? Il caro bollette non si fermerà nei primi mesi del 2022?
“Secondo me, è più corretto parlare di caro governo. Purtroppo oggi stiamo pagando gli errori fatti dalla politica”, sottolinea in un’intervista a Sputnik Italia Diego Pellegrino, portavoce di Arte – Associazione Reseller e Trader di Energia.
— Diego Pellegrino, a che cosa è dovuto il caro bollette? La causa è l’impennata delle materie prime tout court?
Il termine “caro bollette”, secondo me, non è molto appropriato, tutti dicono così, ma, secondo me, è un grosso errore. Secondo me, è più corretto parlare di “caro governo”. Purtroppo, oggi stiamo pagando gli errori fatti dalla politica, non solo da quella italiana, ma dall’Europa intera.
Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 13.12.2021
Caro bollette, Salvini: "Bisogna trovare più soldi"
È giusto parlare di transizione energetica, è giusto cercare di non inquinare, ma tutto va fatto con i piedi per terra, noi abbiamo fatto tutto con voli pindarici. L’Europa ha ridotto il consumo di gas di circa un 40% negli ultimi 5 anni. Di quanto è aumentata la produzione di fonti rinnovabili? Soltanto della metà di questo valore.
Se vogliamo essere virtuosi, dobbiamo esserlo fino alla fine. Purtroppo, oggi stiamo scontando un problema che non è stato gestito anni fa.

Comunque sia, con le fonti rinnovabili non possiamo risolvere tutti i problemi, tanto è vero che oggi si sta tornando a parlare di nucleare. Le fonti rinnovabili si chiamano così perché non sono programmabili, l’energia ha bisogno invece di essere programmata alla singola ora. L’eolico, il fotovoltaico possono dare un grandissimo aiuto, ma non bastano. Non possiamo pensare di gestire l’approvvigionamento soltanto con queste fonti. La politica energetica deve essere fatta a più lungo respiro.

È vero che c’è un problema di materie prime, vi è anche la congiuntura della ripartenza dell’industria, dopo un periodo quando tutto si è fermato. Tutto però parte da prima e dalle decisioni prese dalla politica.
— Servono più rinnovabili, ma non sarà sufficiente per abbassare il prezzo in bolletta?
Esatto, non si risolve. Possiamo prendere l’esempio della Germania. Noi, a livello europeo, abbiamo puntato su un meccanismo di prezzo in borsa, che si chiama prezzo marginale, il famoso incrocio domanda-offerta. Si remunera in ogni ora la fonte di produzione al prezzo più alto che serve a chiudere la richiesta. L’offerta, quando incrocia la domanda, fissa il prezzo per quella singola ora. Gli impianti che hanno un prezzo più basso, come può essere il nucleare o il carbone, alla fine prendono il prezzo della centrale che deve essere accesa per produrre energia e chiudere la necessità per quell’ora. Quindi, anche se uno produce a 10-15-20 megawatt/ora, oggi vende al prezzo di borsa. Non cambia niente sul prezzo al cliente finale.
— Tornando, quindi, alle bollette. Il governo cerca nuove risorse per risolvere il problema. Che cosa si può fare per limitare l’impatto sulle famiglie?
Bisogna essere onesti con noi stessi. Stiamo cercando soluzioni in devastante ritardo. Noi operatori avevamo chiaro questo scenario fin dalla fine di agosto. L’impennata di prezzi, che sembrava non avere fine, l’abbiamo vista da luglio e lì abbiamo capito tante cose e abbiamo cominciato a dare segnali d'allarme. Siamo partiti in ritardo, e quindi abbiamo poche vie d'uscita, servono interventi devastanti, che però vanno fatti.
Euro - Sputnik Italia, 1920, 10.12.2021
Caro bollette: maxi-aiuto dal governo, stanziato un miliardo extra
Servono due tipologie di intervento. Innanzitutto, bisogna informare la gente, le persone hanno sentito che ci sono gli aumenti, ma non si rendono conto dei particolari. Per fare capire ad un’utenza domestica che cosa sta succedendo oggi, basterebbe dire questo: per comprendere il prezzo dell’energia elettrica e del gas, se lo volessimo confrontare con il litro della benzina, è come se uno andasse a fare benzina oggi e pagasse alla pompa 6 euro per un litro. Se io sapessi che mi toccherà pagare 6 euro la benzina, cambierei completamente le mie abitudini. Bisogna dare giuste informazioni ai cittadini. Dobbiamo cambiare le abitudini di consumo. Lo devono fare tutti i cittadini.
— Come?
Consumare di meno. So che è difficile. Vogliamo tutti casa con 23 gradi, forse conviene abbassare. Conviene spegnere tante luci quando stiamo in casa, conviene fare due lavatrici al giorno, facciamola partire quando è strapiena. La stessa cosa vale per la lavastoviglie. Sono cose alle quali non siamo più abituati. Oggi l’energia è diventata una roba da ricchi. Questo deve essere chiaro, invece non lo è ancora. C’è bisogno di più informazione.
— Che cosa deve fare il governo?
Non si è fatto niente fino ad oggi. Servono quindi interventi drastici. Se si parla di aiuti nell’ordine di grandezza di 3 miliardi e mezzo, dobbiamo avere chiaro che questo intervento pesa un 5% degli aumenti. Che cosa ci facciamo? Non serve a nulla! O si fa di più o l’intervento non serve. O viene chiarito che il valore degli aiuti deve essere almeno più grande di 5-6 volte, altrimenti stiamo parlando di briciole.
Con questi prezzi, le vetrerie chiudono, i cementieri chiudono e potrei continuare la lista all’infinito. Non conviene produrre con questi prezzi. Poi arriviamo purtroppo a valle, alla famosa filiera bassa: il pane, il latte e tutti i beni di prima necessità, i cui prezzi potrebbero quasi raddoppiare per pagare la materia prima. Oggi costa di più anche fare la confezione del latte, costa di più trasportarlo.

Il nostro più grande problema sarà l’inflazione. Sono meravigliato che il valore oggi dichiarato ufficialmente dell’inflazione sia poco più basso del 4%. Mi sembra strano. Come fanno ad esserci questi valori se noi abbiamo una materia prima il cui valore è aumentato di 6 volte dall’inizio dell’anno? Secondo me, perché la clientela finale non ha ancora recepito questi valori. L’inflazione reale ancora non la vediamo. In Russia hanno dichiarato l’8%, in America stanno dicendo il 6%. Noi stiamo al 4, sarebbe fantastico, ma mi sembra strano.

Daniele Franco, ministro dell'Economia - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
Pil Italia terzo trimestre +2,6%, anche l’inflazione sale al +3,8% su base annua
— E nei mesi prossimi, purtroppo, il problema non farà che peggiorare, giusto?
— Purtroppo non c’è fine, perché le quantità dalla Russia la conosciamo, i prezzi pure, da adesso in avanti la necessità di consumo può solo aumentare. Non vedo una discesa del prezzo. A marzo gli stoccaggi si svuotano, ad aprile si cominciano a riempire. Chi va a riempire gli stoccaggi con il gas a 90-100? Uno oggi compra ad 80, senza sapere se poi effettivamente riuscirà a recuperare i soldi che ci ha messo dentro.
Io sono un grande ottimista, ma, crescendo, sono diventato realista. Secondo me, avremo una coda lunga di questi prezzi, per andarci poi ad allineare a valori che non ci aspettavamo prima. Probabilmente non avremo i prezzi alti di oggi, lo speriamo, i prezzi si ridimensioneranno, ma di quanto? Di poco, secondo me, purtroppo.
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