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Vaccini, ultimatum di Google ai dipendenti: chi non regolarizza situazione rischia licenziamento

© AFP 2021 / Timothy A. Clary Quartier generale di Google a New York
Quartier generale di Google a New York - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
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Google avverte i dipendenti: tutti coloro che non regolarizzeranno la propria situazione in merito alle vaccinazioni vedranno concretizzarsi il rischio di perdere lo stipendio e di venire licenziati. Termine perentorio il 18 gennaio.
Il colosso di internet Google annuncia ai dipendenti che rischieranno di perdere lo stipendio e di essere licenziati, se non adegueranno la propria posizione relativa alle vaccinazioni per il coronavirus.
Secondo quanto riportato dalla CNBC, i dipendenti di Google, se non si atterranno alla politica di vaccinazione Covid-19 dell'azienda, correranno grossi rischi.

Una nota diffusa dalla dirigenza aveva affermato in precedenza che i lavoratori avrebbero potuto dichiarare il proprio stato di vaccinazione e caricare la documentazione relativa, a suffragio della vaccinazione effettuata, o che adducesse validi motivi all'esenzione dalla stessa, motivazioni di carattere medico o religioso entro il 3 dicembre.

Era stata poi la stessa società ad aver affermato che, dopo tale limite, avrebbe provveduto a contattare i dipendenti che non avevano caricato il loro stato o non erano vaccinati. Lo stesso per chi si sarebbe visto rifiutare la documentazione relativa ad esenzione per cause di carattere medico o religioso.

Ora il documento interno all'azienda, riporta la CNBC, informa i dipendenti che se non regolarizzeranno la propria posizione in tema di vaccino, si vedranno porre in "congedo amministrativo retribuito" per 30 giorni, a partire dal 18 gennaio, cui seguirà un periodo massimo di sei mesi, in cui i dipendenti si troveranno in "congedo personale non retribuito", cui farà infine seguito il licenziamento.

In pratica, i lavoratori dell'azienda sono avvisati: o si vaccinano, regolarizzando la propria posizione, o rischiano il posto di lavoro.

Già a luglio l'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, aveva annunciato che la società avrebbe richiesto l'obbligo vaccinale per tutti coloro che, lasciando anche momentaneamente il lavoro da remoto, avessero fatto ritorno in ufficio.
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Si rincara così l'invito a vaccinarsi per tutti coloro che non hanno più che validi motivi per non farlo.
In un momento in cui la maggior parte delle multinazionali della tecnologia stanno optando sempre più per il lavoro a distanza, Google sembra voler far un passo indietro in tal senso, dato che è richiesto ai lavoratori dell'azienda di essere fisicamente presenti in ufficio a partire dall'inizio del 2022, per almeno 3 giorni la settimana.
L'invito non è stato però ben accetto da tutti quanti i dipendenti; pare che diverse centinaia di lavoratori Google abbiano firmato un documento con cui si oppongono alle richieste dell'azienda.
L'azienda ha d'altro canto rassicurato gli stessi, dicendo che tutti coloro che, non avendo ruoli esecutivi, lavorano da remoto, "potranno continuare anche in futuro".
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L'amministrazione Biden in precedenza aveva ordinato alle aziende statunitensi con 100 o più lavoratori di garantire che i propri dipendenti fossero completamente vaccinati o che si sottoponessero a test regolari per il Covid-19 entro il 18 gennaio.
Un tribunale federale aveva emesso un'ordinanza di sospensione all'inizio di novembre, bloccando l'ordine della stessa.
Nell'ultima guida, Google descrive in dettaglio alcune opzioni per coloro che non vogliono farsi vaccinare. La società ha affermato che i dipendenti possono "esplorare" se ci sono ruoli in Google che non sono in conflitto con l'ordine esecutivo. Possono anche richiedere esenzioni per convinzioni religiose o condizioni mediche, che Google ha affermato in precedenza sarebbe stato concesso caso per caso.
Per i dipendenti con ruoli che non rientrano nell'ambito dell'ordine esecutivo che può essere eseguito anche fuori dall'ufficio, la società ha affermato che saranno in grado di "lavorare in modo permanente in remoto in futuro".

I dipendenti posti in congedo personale non retribuito potranno mantenere i loro benefici per i primi 92 giorni, afferma la nota. Se dopo sei mesi non sono ancora in regola con il mandato, "il loro impiego con Google terminerà".
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