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"Tsunami di contagi". E le vacanze di Natale ora sono a rischio

© Sputnik . Evgeny UtkinAlbero di Natale in Piazza Duomo a Milano
Albero di Natale in Piazza Duomo a Milano - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
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La nuova ondata rischia di svuotare le città d'arte. Resiste la montagna, ma si temono disdette con i possibili passaggi in zona gialla di Veneto e Trentino.
È un vero e proprio “tsunami di contagi” quello innescato dalla variante Omicron del Covid, secondo Maria van Kerkhove, la responsabile tecnica per la pandemia dell'Oms. I casi aumentano “ad una velocità senza precedenti”, mette in guardia anche il capo dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
E così, su un Natale che doveva essere “normale” pesa lo spettro di nuove restrizioni. A farne le spese sarà soprattutto il comparto turistico.
Le regioni in bilico tra zona bianca e gialla corrono ai ripari, vietando mercatini natalizi e annullando concerti e veglioni in piazza, per evitare assembramenti a Capodanno, mentre l’Italia si blinda, chiedendo il tampone negativo a tutti quelli che arrivano da oltre confine, compresi gli Stati membri dell’UE, anche se vaccinati.
In più, il nostro Paese è stato classificato ad “alto rischio” nella lista del governo statunitense.
Una serie di circostanze che rischiano di svuotare, per il secondo anno consecutivo, le città d’arte o le mete sciistiche.

Due camere su tre vuote nelle città d'arte

Nel periodo natalizio, saranno circa 14 milioni gli italiani che si concederanno una breve vacanza, la maggior parte per pochi giorni e all’interno dei confini nazionali. Ma non basta per risollevare un settore, quello alberghiero, messo in ginocchio dalla pandemia.
“Il giro d’affari complessivo è calato del 19,6 per cento”, secondo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, sentito dal Corriere della Sera. A preoccupare l’associazione c’è soprattutto l’inclusione del nostro Paese nella lista nera degli Stati Uniti, che rischia di provocare migliaia di disdette da parte dei turisti americani.
Nel 2021, ricorda la stessa organizzazione, gli alberghi italiani hanno perso 10 miliardi di fatturato. La cifra sale a 24, se si considera anche il 2020. A pagare lo scotto maggiore sono state soprattutto le città d’arte come Roma, Firenze e Venezia, dove due camere d’albergo su tre restano vuote.
Un albero di Natale nella Galleria di Vittorio Emanuele II a Milano - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
Troppi contagi, saltano mercatini di Natale e concerti di Capodanno in decine di città

Disdette nei ristoranti

Non va meglio sul fronte della ristorazione. È sempre il Corriere a fotografare la crisi di bar e ristoranti, che, nonostante il green pass, continuano a registrare un calo degli incassi: più di 500 milioni soltanto a dicembre. Colpa, denunciano le associazioni di categoria, dei clienti persi con l’introduzione del super certificato verde e delle disdette che arrivano per paura della variante Omicron.
La mancanza di turisti completa il quadro. E anche la crisi e il caro-vita influenzeranno le scelte delle famiglie, meno propense a spendere per pranzi e cene fuori.

L'assenza dei turisti stranieri pesa sullo shopping di lusso

L’allerta introdotta dagli USA pesa anche sullo shopping di lusso. Dopo il boom dei mesi estivi e autunnali, ora i commercianti sono allarmati.
Secondo uno studio commissionato dall’associazione Montenapoleone District, le presenze nelle vie del Quadrilatero della moda sono ancora inferiori al 34 per cento rispetto al 2019, sebbene la percentuale sia in crescita rispetto al 2020, quando tutta Italia era “zona rossa”.

La zona gialla minaccia le vacanze in montagna

In montagna, le code sulle piste da sci per il finesettimana dell’Immacolata fanno ben sperare, complice anche il lockdown austriaco, che ha dirottato i flussi turistici verso gli impianti italiani. Ma anche qui fioccano le disdette, soprattutto dopo il passaggio in zona gialla dell’Alto Adige.
Nelle prossime settimane potrebbe essere la volta del Veneto, anche se a Cortina è già tutto esaurito. “È tornato il terrore”, dice Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto.
E la posta in gioco è alta, visto che Natale e Capodanno rappresentano circa un terzo dei ricavi della stagione.
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