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Tampone obbligatorio per chi entra in Italia da altri Paesi UE, scoppia la polemica con Bruxelles

© REUTERS / Yves HermanIl quartier generale della Commissione Europea a Bruxelles
Il quartier generale della Commissione Europea a Bruxelles - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
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L'Italia impone l'obbligo di tampone per tutti coloro che entreranno in Italia dai Paesi UE. Lo prevede una nuova ordinanza del ministro Speranza. L'UE chiede spiegazioni.
L'Italia ha imposto l'obbligo di tampone per tutti coloro che entreranno in Italia dai Paesi UE.
La disposizione è stata introdotta mediante ordinanza sottoscritta dal ministro della Salute Roberto Speranza, ma è polemica: il green pass è stato difatti pensato come strumento valido per gli spostamenti all'interno dell'area Schengen. Ora, con tale misura, si sembra voler fare un passo indietro.
L'Unione Europea, tramite la sua vicepresidente alla Commissione europea per i valori e la trasparenza Vera Jourova, ha esposto le proprie perplessità sulla disposione del ministro della Salute Roberto Speranza:

"Quando gli Stati membri introducono condizioni aggiuntive" al green pass "o rendono le condizioni più severe, come nel caso dell'Italia e forse del Portogallo", la stretta "deve essere giustificata sulla base della situazione reale", e la possibile introduzione del tampone negativo per i viaggi dagli altri Paesi UE "immagino verrà discussa al Consiglio europeo perché queste decisioni individuali degli Stati membri riducono la fiducia delle persone sul fatto che ci siano condizioni uguali ovunque in Europa", ha detto la Jourova al termine del Consiglio UE Affari generali.

La vicepresidente ha poi aggiunto che il green pass, parafrasando, è una misura introdotta proprio per il turismo, i viaggi, ed è "uno dei progetti di maggior successo dell'UE negli ultimi anni":

"Quando la Commissione ha proposto il regolamento che ha consentito l'entrata in vigore del certificato, abbiamo voluto mantenere il principio che le persone saranno autorizzate a viaggiare liberamente nel caso in cui abbiano o la vaccinazione o il test negativo o il certificato di guarigione dal Covid", prosegue la vicepresidente.

Le disposizioni del ministro Speranza prevedono che i soggetti in arrivo nel Belpaese debbano presentare un tampone negativo all'ingresso, sia che si tratti di persone vaccinate che non. In quest'ultimo caso, si dovrà rispettare inoltre l'obbligo di quarantena di 5 giorni, con l'aggiunta di un secondo tampone alla fine della stessa.
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Tali disposizioni di viaggio resteranno in vigore fino al 31 gennaio. Il tampone da presentare ai varchi in ingresso, negli aeroporti e alle frontiere, dovrà risultare effettuato nelle 24 ore precedenti al viaggio, nel caso di test antigenico, o 48 ore, nel caso di test molecolare. Si dovrà inoltre essere in possesso di green pass in corso di validità. I non vaccinati dovranno osservare una quarantena fiduciaria, al termine della quale si dovrà rifare un tampone, che, se negativo, permetterà di poter raggiungere la destinazione prefissata.
Prorogate le altre predisposizioni di viaggio per i Paesi Extraeuropei ed il blocco per gli arrivi dal Sudafrica, per l'allarme suscitato dalla variante Omicron.
L'Unione Europea solleva il caso, indicando come valido spunto di riflessione il fatto che non dovrebbero essere i singoli Paesi a decidere in tema di politiche sanitarie, disposizioni in materia di viaggi e di green pass.
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Difatti, la vicepresidente Jourova apre la polemica con il nostro Paese in seguito all'ordinanza, dichiarando che in tal modo si perde la fiducia reciproca:
"Così si riduce la fiducia delle persone, l’Italia giustifichi la scelta”.
Difende quindi la misura del green pass, chiedendo spiegazioni all'Italia sul passo indietro fatto nell'ambito della circolazione delle persone nell'area UE, concludendo con il porre l'accento su come le decisioni individuali dei singoli Paesi possano nuocere alla fiducia dei cittadini riposta nel fatto che vi siano condizioni uguali in tutta l'area UE.
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