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Migranti, ricollocamenti al minimo: dal 2019 redistribuiti in UE poco più di mille rifugiati

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaMigranti al confine tra la Polonia e la Bielorussia
Migranti al confine tra la Polonia e la Bielorussia - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
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I numeri sono contenuti nell'ultimo rapporto della fondazione Migrantes. E la situazione rischia di peggiorare con la riforma del trattato di Schengen, proposta dalla Commissione UE.
Dal 23 settembre del 2019, quando i ministri dell’Interno di Roma, Parigi e Berlino firmarono a Malta gli accordi che prevedevano la redistribuzione dei migranti sbarcati, secondo percentuali variabili, in base al numero di arrivi, sono stati ricollocati soltanto 1.020 richiedenti asilo. Appena l’1,3 per cento dei circa 80mila migranti approdati in Italia nello stesso periodo.
Il dato è aggiornato al settembre 2021 ed è contenuto nel quinto rapporto della fondazione Migrantes dedicato ai rifugiati, che certifica, tra le altre cose, una diminuzione degli arrivi in Europa nel 2020.

Il numero dei richiedenti asilo è sceso di un terzo, rispetto al 2019, anche per effetto della pandemia. Eppure, il numero dei ricollocamenti è rimasto al palo.

E la situazione non è destinata a migliorare nei prossimi mesi, anche alla luce del contenuto della riforma del trattato di Schengen, presentata nei giorni scorsi dalla Commissaria Europea per gli affari interni Ylva Johansson e dal vice presidente della Commissione Margaritis Schinas, che prevede misure più severe per evitare i movimenti secondari.
Campo migranti improvvisato a Parigi - Sputnik Italia, 1920, 14.12.2021
Migranti, così Macron mette ko l’Italia
Dietro la mossa della Commissione, osserva Gian Micalessin su Sputnik, ci sarebbe la volontà del presidente francese Emmanuel Macron di evitare problemi sul dossier immigrazione, in vista delle elezioni in programma per la prossima primavera. Quella della riforma del Trattato di Dublino, invocata da Roma, invece, è una prospettiva ancora lontana.

Nel frattempo, i numeri del rapporto parlano di un dimezzamento delle richieste di asilo esaminate dalle Commissioni territoriali nel 2020, che sono passate da 95mila circa nel 2019 a 42.604 l’anno successivo.

Nel 2021 restano basse le percentuali di riconoscimento della nuova protezione speciale, pari all’11 per cento delle richieste presentate, mentre, come si legge sempre nel rapporto, citato dall’agenzia Agi, "ottengono un esito positivo in Commissione territoriale il 40% circa dei richiedenti protezione, contro il 24% del 2020 e il 21% del 2019”.
La percentuale varia a seconda del Paese di provenienza: nel 2021 sono state accolte il 9 per cento delle domande da parte di migranti di nazionalità tunisina, il 13 per cento di quelle di persone in arrivo dal Bangladesh, il 30 per cento per la Nigeria, il 33 per cento per il Pakistan e il 97,5 per cento per i cittadini afghani.
Il numero dei rifugiati in Italia fino a dicembre del 2020, infine, era di 128mila, circa due ogni mille abitanti. Una proporzione inferiore a quella degli altri Paesi europei, come la Grecia, dove i beneficiari della protezione sono 10 ogni mille abitanti, o la Svezia, dove il rapporto arriva a 25 su mille.
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