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Boris Johnson promette: più forze NATO “se la Russia invade l'Ucraina”

© Sputnik . Alexey Nikolskiy / Vai alla galleria fotograficaColloquio tra Putin e Johnson ai margini della Conferenza Internazionale sulla Libia del 19 gennaio 2020
Colloquio tra Putin e Johnson ai margini della Conferenza Internazionale sulla Libia del 19 gennaio 2020 - Sputnik Italia, 1920, 15.12.2021
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La promessa del premier britannico giunge mentre sono in corso le tensioni riguardo al presunto accumulo di truppe russe al confine con l'Ucraina. Diversi paesi occidentali hanno espresso preoccupazione che tale situazione potrebbe suggerire un'imminente invasione dell'Ucraina, nonostante il Cremlino escluda fortemente questa ipotesi.
Il primo ministro britannico Boris Johnson ha condiviso i piani di Londra e dei suoi alleati della NATO nel caso in cui la Russia invada l'Ucraina, che includono sanzioni, aiuti a Kiev, e un rafforzamento militare delle truppe della NATO lungo il confine periferico con l’Ucraina.

“Se la Russia fosse così avventata e folle da impegnarsi in un'invasione del territorio sovrano dell'Ucraina, ci sarebbe un pacchetto estremamente duro di sanzioni economiche sviluppato dai nostri alleati e dal Regno Unito. Ci sarebbe inevitabilmente una concentrazione di forze NATO nelle regioni limitrofe”, ha detto oggi, come riportato da Sputnik International.

Johnson sostiene che l'invasione dell'Ucraina sarà “catastrofica”, non solo per il paese e la Russia, ma “per il mondo intero”. Ha aggiunto che “siamo di fronte a una crisi” al confine dell'Ucraina.

Tensioni intorno al confine ucraino

L'avvertimento del primo ministro britannico giunge mentre persistono le tensioni sul confine ucraino alla luce delle numerose accuse presente nei media occidentali secondo cui la Russia starebbe costruendo la sua presenza militare lì. Diverse nazioni occidentali, compresi gli Stati Uniti, hanno espresso la preoccupazione che Mosca possa pianificare un'invasione, anche se il Cremlino ha ripetutamente respinto tali affermazioni e supposizioni.
Allo stesso tempo, la Russia ha consigliato all'Occidente di prestare maggiore attenzione al fallimento di Kiev nel mantenere i suoi impegni nell'ambito degli accordi di Minsk, avvertendo che il governo ucraino potrebbe avere intenzione di risolvere il suo conflitto interno a est con mezzi militari. Mosca ha sottolineato che Kiev è attualmente “pompata con” armi moderne e che intensifica la situazione nel Donbass con il permesso silenzioso dell'Occidente.
Boris Johnson non è il primo leader occidentale a considerare il dispiegamento di maggiori truppe della NATO nelle aree lungo il confine ucraino e russo, anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden prende in considerazione la stessa risposta, in aggiunta a pesanti sanzioni nel caso la Russia “invada” l'Ucraina.
Nella realtà, le truppe e i veicoli militari dell'alleanza sono attivi nei pressi dei confini della Russia da anni, pattugliando regolarmente e a volte costringendo i jet e le navi da guerra russe a scortarli lontano dai confini del paese.
Il Cremlino ha ripetutamente denunciato le azioni dell'Occidente e la continua avanzata della NATO verso est, chiedendo garanzie che l'Ucraina non sarà ammessa nell'alleanza, una eventualità che Mosca considera un pericolo per la sua sicurezza nazionale. In una recente telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente Vladimir Putin ha dichiarato che l’accumulo di armi da parte dell'Occidente in Ucraina crea condizioni di "minaccia alla sicurezza" della Russia.
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