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Norvegia, la Omicron impazza: il Governo vieta l’alcol e raccomanda il lavoro a distanza

Oslo - Sputnik Italia, 1920, 14.12.2021
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In seguito alle stime allarmanti dell’Istituto norvegese di Sanità, il Paese scandinavo ha annunciato una serie di misure per frenare la diffusione esplosiva del ceppo Omicron.
L'Istituto norvegese di sanità pubblica ha stimato che, a meno che la diffusione dell'infezione non venga frenata, il paese di 5,2 milioni di abitanti potrebbe arrivare a registrare fino a 300.000 casi di contagi al giorno.
Per tale motivo, il Governo ha preso nuovi provvedimenti, come lo stop agli alcolici nei locali notturni e la raccomandazione di lavorare in remoto quando possibile. I cittadini sono incoraggiati anche a rimanere a casa il più possibile e a limitare i loro contatti sociali. Vengono introdotti, inoltre, limiti massimi alle riunioni pubbliche e private. Infine, vengono reintrodotti i requisiti di protezione e chiusura durante gli eventi al chiuso. Le misure si applicheranno a partire da mercoledì.

"Ora è serio", ha detto il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store in una conferenza stampa. “Non sono passati molti giorni da quando abbiamo introdotto nuove misure, ma da allora il contagio è aumentato vertiginosamente”.

Il ceppo Omicron si sta diffondendo rapidamente in Norvegia, ora presente in tutte le contee, con un raddoppio dei casi nell'ultima settimana, secondo quanto riportato dall'emittente nazionale NRK.
Allo stesso tempo, il numero di ricoverati in ospedale con COVID-19 ha raggiunto un livello record dall'inizio della pandemia, 358, ha riferito la direzione norvegese della salute.
Oltre a misure concrete, il governo ha anche espresso piani per accelerare la vaccinazione e ha fissato l'obiettivo che tutti gli ultraquarantacinquenni dovrebbero ricevere la vaccinazione di richiamo prima di metà gennaio.
Secondo i calcoli dell'Istituto norvegese di sanità pubblica (FHI), in tre settimane potrebbero esserci tra i 90.000 e i 300.000 nuovi casi di infezione al giorno (in una nazione di soli 5,2 milioni e con il 72% della popolazione completamente vaccinata), con un rischio di fino a 200 nuovi pazienti da ospedalizzare ogni giorno, se la diffusione dell'infezione non verrà rallentata in modo significativo.
Il vicedirettore sanitario Espen Rostrup Nakstad ha confrontato la situazione dell'infezione con il ceppo Omicron con quella di marzo 2020, prima che il programma di vaccinazione venisse intrapreso. Ha sottolineato che i tassi d'infezione e ospedalizzazione sono in aumento e che i vaccini non sembrano fornire una protezione completa contro la variante Omicron.

“Siamo tornati un po' al marzo 2020, quando nessuno nella popolazione aveva davvero una protezione particolarmente buona contro il virus. Ora sembra che i vaccini non ci proteggano molto bene contro questa nuova variante. Quindi siamo tornati, in qualche modo, nella stessa situazione, tranne per il fatto che i vaccini potrebbero proteggerci dall'ammalarsi seriamente", ha detto Nakstad a TV2.

Frode Forland, direttore del controllo delle infezioni presso l'FHI, ha affermato che nella situazione attuale è meglio prevenire che curare.

"Anche se si provasse che il ceppo Omicron causa una malattia più lieve, c'è il rischio che ci sia una diffusione così ampia nella società che ci sarà ancora un onere maggiore per l'assistenza sanitaria", ha detto Forland all'emittente nazionale svedese SVT, prevedendo che il nuovo ceppo sta per prendere il sopravvento in tutta la Scandinavia.

Anche Forland ha sottolineato i vantaggi di una vaccinazione rapida (o rivaccinazione con richiami) per prevenire la congestione del sistema sanitario.
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