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I nuovi esclusi della pandemia

© Sputnik . Evgeny UtkinManifestazione No Green Pass, Milano 31.07
Manifestazione No Green Pass, Milano 31.07 - Sputnik Italia, 1920, 14.12.2021
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Pochi giorni fa, il Piccolo Teatro di Milano ha presentato la seconda parte della Stagione 2021/2022 (gennaio-giugno). Un programma ricco, pieno di spettacoli nuovi di produzione propria ed “importati”, sei prime nazionali.
Nessuno escluso, né amanti di flamenco (Milano Flamenco Festival), né amanti di persone dello stesso sesso (festival internazionale di cinema Lgbtq).
Ma, amaramente, nascono i nuovi esclusi, italiani o stranieri che soggiornano regolarmente nel Belpaese e che non possono accedere al teatro, perché non hanno il green pass rafforzato. Magari hanno fatto un vaccino valido in altri paesi, ma non in Italia, oppure non lo possano fare per motivi di salute (e non riescono ad ottenere l’esenzione per diversi strani motivi) o semplicemente non sono convinti e non lo vogliono fare.
Fino al 6 dicembre erano disposti a fare i tamponi, spendendo soldi e tempo pur di andare a teatro, come una ragazza che conosco.

“Ho fatto un vaccino tempo fa, - mi racconta - non quello del covid, e ho avuto una reazione orribile. Sono rimasta paralizzata per più di un mese… Fortunatamente, ho poi superato questo problema, ho fatto ginnastica, danza… ma da quel momento mi hanno vietato di vaccinarmi. E anche il mio medico mi ha detto: 'hai ragione', ma non mi dà l’esenzione. Cosa devo fare? Mi piace il teatro e ho pagato il sovraprezzo di 15 euro ogni volta che volevo andare a teatro, ma morire per la passione del teatro non posso. Quindi sono esclusa, pur non essendo una no-vax”.

La cosa sorprendente è che per visitare i musei basta solo un green pass normale (che si può ottenere facendo tampone rapido, per 48 ore).
Controlli di Green Pass alla stazione ferroviaria di Milano, Porta Garibaldi - Sputnik Italia, 1920, 10.12.2021
Positivi con il green pass valido: ora il governo corre ai ripari
Questa testimonianza l’ho raccontata agli assessori comunali e regionali e ai vertici del teatro. Ho chiesto cosa si può fare per queste persone, e se non sarebbe più giusto allineare le regole del teatro con quelle del museo?
La risposta è stata abbastanza secca: "Le regole non le scriviamo noi, noi ci adattiamo e siamo già fortunati che siamo aperti”.
Quindi si gode lo spettacolo chi può, dimenticandosi dei nuovi esclusi.
L'opinione dell'autore può non riflettere la posizione della redazione
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