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Strage di Piazza Fontana, Mattarella: "Verità non pienamente svelata, ferita ancora aperta"

© Foto : Presidenza della RepubblicaIl Presidente Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, nella ricorrenza del 75° anniversario della Liberazione
Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, nella ricorrenza del 75° anniversario della Liberazione - Sputnik Italia, 1920, 12.12.2021
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Il presidente della Repubblica ha ricordato la matrice eversiva neofascista dell'attentato alla Banca Nazionale del Lavoro che costò la vita a 17 persone il 12 dicembre 1969.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato con un messaggio ufficiale la strage di Piazza Fontana a 52 anni dall'esplosione dell'ordigno piazzato nella sede della Banca nazionale dell’Agricoltura a Milano. L'attentato uccise 17 persone ed inaugurò nel Paese una stagione di sangue e terrore.
"La memoria di quel feroce attentato resta indelebile nella storia della Repubblica. Venne concepito ed eseguito allo scopo di colpire la democrazia nata dalla lotta di Liberazione, di interrompere il processo di crescita nella partecipazione e nei diritti, di volgere in senso autoritario le istituzioni volute dalla Carta costituzionale", ha affermato Mattarella, riferendosi alla strategia della tensione.
"Le lunghe vicende processuali - ha aggiunto - hanno lasciato vuoti e verità non pienamente svelate. Si tratta di ferite aperte, non soltanto per le famiglie delle vittime, ma per la Repubblica intera. Tuttavia, nonostante manipolazioni e depistaggi, emerge nettamente dal lavoro di indagine e dalle sentenze definitive la matrice eversiva neofascista e l’attacco deliberato alla vita democratica del Paese".
Il capo dello Stato menziona la risposta "unitaria, solidale, di popolo contro il terrorismo", decisiva per "isolare, sradicare e quindi sconfiggere l’eversione". Una prova drammatica a cui l'Italia venne sottoposta ma alla fine "vinse la democrazia, e con essa prevalsero i valori di cui la Costituzione è espressione.
Mattarella si è poi soffermato sulla necessità di fare memoria perché la "democrazia è un bene prezioso che va continuamente difeso e ravvivato. E l’unità che il nostro popolo ha saputo manifestare, quando l’aggressione ha riguardato i diritti fondamentali della persona e le basi stesse della convivenza, costituisce un patrimonio tuttora prezioso".
"Passare il testimone alle generazioni più giovani vuol dire trasmettere quella civiltà che è frutto di storia, di cultura, di sacrificio e intelligenza collettiva", conclude il messaggio.
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