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La sperimentazione sui licei quadriennali si amplia: 1.000 classi in tutta Italia

© AP Photo / Gregorio BorgiaAlunni all'ingresso di una scuola, Roma
Alunni all'ingresso di una scuola, Roma - Sputnik Italia, 1920, 12.12.2021
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Luce verde dal ministero dell’Istruzione nonostante il parere negativo del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione. I primi test Invalsi sugli iter già avviati promuovono l’esperimento.
Il ministero dell’Istruzione ha deciso di proseguire con la sperimentazione dei licei quadriennali e anzi, di ampliare la platea di classi interessate dalla nuova durata dei corsi.
Entro il 4 gennaio 2022 le scuole superiori italiane interessate potranno fare richiesta per l’attivazione dei percorsi “brevi”, fino a un massimo di 1.000 classi sul territorio nazionale.
Si tratta di un ampliamento legato al Pnrr.
I percorsi quadriennali sperimentali “assicurano l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento, compreso l’insegnamento trasversale dell’educazione civica”, grazie al ricorso alla “flessibilità didattica e organizzativa” e all’uso delle nuove tecnologie, secondo il Miur.
Possono partecipare al bando, fin dall’anno prossimo, tutti i licei statali e paritari e gli istituti tecnici.
Dall’anno scolastico 2023-2024 anche gli istituti professionali.
Per partecipare alla sperimentazione dovranno essere presentati progetti con un elevato livello di innovazione”, che puntino sulle “tecnologie e attività laboratoriali” e su “metodologie innovative” e “didattica digitale”.

Promossi anche dagli Invalsi

L’abbreviazione del percorso delle scuole superiori italiane, raro caso internazionale di formazione quinquennale, è stata promossa dai primi risultati degli Invalsi.
Anche se bisognerà attendere gli esami di stato del prossimo anno, quando si diplomeranno i primi studenti che hanno partecipato alla sperimentazione, i dati sull’apprendimento dicono che i percorsi quadriennali sono “del tutto in linea” con i quinquennali.

L’avvio già nel 2014

Il Consiglio superiore della Pubblica istruzione aveva “bocciato” del Miur che prevedeva l’ampliamento del piano dalle 130 classi attuali a 1.000.
Ma si trattava di un parere non vincolante e il Miur ha deciso di andare avanti.
L’idea è stata attuata la prima volta nel 2014 con 12 scuole.
Il primo vero bando è stato aperto nel 2017 con 130 classi con la partenza nell’anno scolastico 2018-2019.
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