Greco (Cts): “Per abbassare la curva dei contagi vanno aumentate le prime dosi”

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Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 12.12.2021
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Restano fuori 6,1 milioni di italiani e tre contagi su 10 riguardano i bambini. Il picco dei casi a Natale, ma sarà 6-7 volte inferiore al 2020.
L’attuale recrudescenza epidemica “era attesa”, perché il coronavirus è stagionale, e “si esprime al massimo in autunno-inverno” e raggiungerà “il picco entro Natale accumulando qualche migliaio di casi”. Un dato che sarà “comunque 6-7 volte inferiore” a quello dello stesso periodo del 2020, dice Donato Greco, epidemiologo del Cts intervistato dal Corriere della Sera.
Per abbassare la curva dei contagi, bisogna aumentare le “prime dosi di vaccino a quelli che ancora mancano all’appello”, cioè 6,1 milioni di italiani.
“Il 90% degli italiani sopra i 12 anni ha ricevuto almeno una dose” ma nella fetta dei non vaccinati ci sono “circa 200mila ultra ottantenni” e “2,5 milioni di over 50. Sono due punti molto critici, in particolare il primo perché sono questi pazienti a finire in ospedale”.
Quindi, sostiene Greco, “l’incidenza dei casi è sostenuta da quei 6,1 milioni a zero dosi e da 6,5 milioni di bambini da 0 a 11 anni. Una popolazione più che sufficiente per fare la fortuna di un’epidemia”.

Prime dosi, contagi e vaccini ai bambini

L’epidemiologo sottolinea che “c’è una stretta relazione tra le prime dosi e la circolazione del virus. L’effetto di chi si avvicina oggi per la prima volta ai centri di somministrazione si vedrà nel giro di due settimane”.
Per questo motivo “la priorità sono le prime dosi a quei 6,1 milioni di non ancora vaccinati”, si tratta della “popolazione che perpetua la trasmissione del virus”.
E infine ci sono i bambini: “Tre contagi su 10 li riguardano. Più si aumenta la copertura degli adulti più il virus tende a ritagliare la sua nicchia biologica fra i piccoli”.
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