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Giovannini: “Non possiamo perdere la corsa alla mobilità green, stimolerà crescita e lavoro”

© AFP 2021 / Andreas SolaroEnrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti
Enrico Giovannini, nuovo Ministro Infrastrutture e Trasporti - Sputnik Italia, 1920, 12.12.2021
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Il ministro delle Infrastrutture risponde alle critiche di sindacati e imprese dopo il via libera allo stop nel 2035 alla vendita di nuovi veicoli a benzina e diesel.
Dopo l’annuncio dei ministri della Transizione ecologica, dei Trasporti e dell’Industria sullo stop alle vendite di veicoli a motore endotermico a partire dal 2035, sono partiti gli allarmi di industriali e sindacati sulle conseguenze di questa transizione sui posti di lavoro e sulla tenuta del tessuto produttivo italiano.
Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini, risponde punto per punto su La Stampa, spiegando che quello della transizione green è un treno che l’Italia non può perdere e su cui ci sono sette miliardi per finanziare nei prossimi anni il passaggio alla mobilità sostenibile, che si aggiungono ai quasi otto miliardi del Pnrr per rinnovare gli autobus, i treni locali, costruire ciclovie e stimolare le filiere industriali.
“Ci siamo mossi perché non possiamo permetterci di perdere la corsa all’innovazione nella mobilità. La transizione ecologica è la strada lungo la quale crescerà l’economia nei prossimi decenni. La transizione deve stimolare la crescita”.
Giovannini spiega che l’Italia ha avviato un “processo che dura 15 anni su cui si dovrà esprimere il Parlamento”.
E sottolinea che “la decisione del Comitato interministeriale per la transizione ecologica è stata presa all’unanimità da tutti i ministri”.

Un passaggio graduale e sostenuto

Per il ministro delle Infrastrutture nel piano del governo sono state valutate anche le ricadute sull’occupazione, fondi per evitare shock per i lavoratori.
E fa un esempio: “Chi costruisce marmitte potrebbe lavorare domani nella produzione delle decine di migliaia di autobus ecologici di cui avremo bisogno per sostituire gli attuali”.
Il governo ha stanziato attraverso il Pnrr, oltre 2,5 miliardi di euro per questo comparto.
“Tutta Europa sta andando in questa direzione e quindi c’è una grande opportunità per l’Italia: se non la cogliamo, dovremo rassegnarci ad importare di più e non è quello che vogliamo”.
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Auto elettriche, colonnine ma anche auto usate meno inquinanti

Giovannini ribadisce più di una volta che la transizione pensata non si realizza dall’oggi al domani.
Lo stop alla vendita di auto con motore diesel o benzina non significa che non circoleranno più in Italia questo tipo di vetture, ma saranno incentivati gli acquisti di auto non inquinanti e di auto usate.
“Chi ha un euro 3 e compra un’auto usata euro 6 migliora l’ambiente e deve essere incentivato. A tal fine potremo anche usare il fondo europeo per la transizione ecologica ‘giusta’, orientata proprio a evitare un impatto sociale negativo”.
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