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Sciopero generale, Orlando: "Lo comprendo ma non lo condivido"

© AFP 2021 / Andreas SolaroAndrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro
Andrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro - Sputnik Italia, 1920, 11.12.2021
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Per il ministro del Lavoro, questa legge di bilancio inverte la tendenza degli ultimi vent'anni: "Difficile negare che si siano fatto passi nella direzione di un allargamento delle tutele", ha affermato.
Lo sciopero generale, convocato il 16 dicembre da Cgil e Uil, è una "scelta discutibile". Lo ha detto al Corriere il ministro del Lavoro, Andrea Orlano, aggiungendo che questo "è il momento di non interrompere il confronto".
"Questo sciopero mi sembra legittimo, comprensibile, ma basato su un presupposto che non è condivisibile: cioè che con un singolo passaggio parlamentare, con questo quadro politico e con la pandemia non ancora alle spalle, si possano cancellare tendenze di fondo che connotano il nostro modello di sviluppo", chiarisce il ministro.
Orlando si dice non sorpreso delle pressioni ricevute dal sindacato per intraprendere una simile iniziativa. La pandemia ha "aggravato le diseguaglianze già intollerabili" ma "ciò che si è determinato in un arco di tempo lungo vent’anni non si può ribaltare in una sola legge di bilancio", osserva.
"La domanda rilevante qui - aggiunge - è se questa legge di bilancio inverte la tendenza degli ultimi vent’anni, oppure no. E a me pare proprio di sì".
Al netto della cancellazione del contributo di solidarietà delle fasce di reddito più alte, questa legge di bilancio contiene delle novità in materia di tutele, investimenti sul sociale e politiche attive, tra cui Orlando elenca:
la riforma degli ammortizzatori sociali, che estende le tutele a chi prima non ne aveva o ne aveva pochissime;
il taglio di Irpef e, per le imprese, Irap, senza penalizzare i redditi da lavoro dipendente;
investimenti nei livelli essenziali delle prestazioni sociali;
indicizzazione delle pensioni;
estensione della platea dei lavoratori gravosi ammessi Ape sociale;
istituzione di un fondo per la parità salariale di genere.

"Difficile negare che si siano fatti passi nella direzione di un allargamento delle tutele", commenta il ministro, ma non è possibile che una manovra di bilancio "cancelli la precarietà o riveda le condizioni della concertazione in un colpo solo".

Sulla posizione del Garante, il ministro del Lavoro esprime un no comment e ricorda che non c'è una norma giuridicamente vincolante e i sindacati sono liberi di attenersi oppure no.
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