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Sciopero generale, Landini: "Riforma del fisco ingiusta, il governo non ha trattato"

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 11.12.2021
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I sindacati Cgil e Uil sciopereranno, perché esclusi dalle trattative sulla riforma del fisco in manovra. Landini replica a Orlando: "Il governo ammazza la rappresentanza sindacale".
"La ragione per cui abbiamo proclamato lo sciopero è che il governo sul fisco ci ha detto che la partita è chiusa e la maggioranza non ha aperto una trattativa con le organizzazioni sindacali". Questa la replica del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che aveva esortato i sindacati a non interrompere il confronto in un'intervista al Corriere.
Il leader della Cgil pone innanzitutto la questione del metodo con cui la maggioranza si è relazionata con i sindacati per presentare le proposte di modifica.

"Il metodo non può essere che la maggioranza si presenta con le proposte già decise, ma deve informare di quello che intende fare. Questo è un modo per ammazzare la rappresentanza sociale, non per coinvolgere il mondo del lavoro nelle scelte che devono essere realizzate", afferma.

Entrando nel merito della proposta, per Landini "quella non è la base di una riforma fiscale degna di questo nome, perché, per fare la riforma fiscale, bisogna aumentare le detrazioni, le decontribuzioni per i lavoratori, non una tantum, ma strutturali. Inoltre bisogna combattere l’evasione fiscale e tassare adeguatamente la rendita finanziaria".

"Quando un provvedimento dà 100 euro all’anno di miglioramento fiscale per chi prende fino a 20.000 euro, e dà 6-7 800 euro a chi ha redditi di 3-4 volte superiori, significa che questa è una riforma ingiusta, non accettabile", precisa.

L'altra questione posta da Landini è quella dell'allargamento della base imponibile attraverso la creazione di posti di lavoro, perché "finché i giovani e le persone sono precari, sono poveri pur lavorando, non avranno una pensione degna di questo nome", aumentando "la sofferenza e la divisione sociale".
Su questi elementi il leader della Cgil chiede un cambiamento, non formale, ma sostanziale". "Noi vogliamo - spiega - che le politiche economiche del governo tutelino le persone più bisognose. Stiamo chiedendo che la riforma fiscale tuteli i salari e le pensioni più basse. Questo non sta avvenendo", afferma, specificando che è necessario che tutti gli 8 miliardi di euro vadano al lavoro e ai dipendenti.
"Stiamo chiedendo", con lo sciopero del 16 dicembre, "di superare la precarietà nel lavoro, - prosegue Landini - quindi di cancellare forme di lavoro precario assurde e di prevedere un nuovo contratto unico d'ingresso al lavoro che sia fondato sulla formazione e sulla stabilità nel lavoro. Stiamo chiedendo che ci sia una vera riforma delle pensioni e stiamo chiedendo di rilanciare gli investimenti a partire dal Mezzogiorno, per creare lavoro e per essere in grado di avere un’idea di gestione dei processi di riorganizzazione che stanno invece determinando chiusure e licenziamenti".
Sulla decisione di Cisl, che ha deciso di manifestare separatamente sabato, Landini afferma che se "è in piazza anche lei, vuol dire che non è così contenta di quello che il governo ha dato fino ad oggi ".
"Noi siamo in piazza - conclude - per sostenere le richieste che abbiamo fatto assieme, noi non abbiamo cambiato idea, siamo coerenti con quello che insieme abbiamo deciso. Le nostre richieste sul fisco, sulle pensioni, sulla precarietà, sono piattaforme unitarie presentate al governo".
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