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Salute sessuale e coronavirus: quando il COVID-19 causa la disfunzione erettile

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Una coppia - Sputnik Italia, 1920, 11.12.2021
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Secondo gli scienziati, una delle manifestazioni della sindrome post-COVID è la disfunzione erettile. Gli autori di un articolo scientifico pubblicato di recente esaminano nel dettaglio quali fattori fisiologici e psicologici influenzano la disfunzione erettile.
Gli scienziati considerano questa patologia come un indicatore universale della salute degli uomini guariti dal COVID-19.

Debolezza post-COVID

I medici hanno osservato quanto segue: alcuni uomini che non avevano mai accusato problemi di impotenza, dopo aver contratto il COVID-19 hanno cominciato a sviluppare una disfunzione erettile. Per capirne il motivo, ricercatori italiani, cinesi, danesi e vietnamiti hanno analizzato gli articoli sul tema, pubblicati e indicizzati nei database Scopus, PubMed e Google Scholar dall'inizio del 2020 al luglio 2021.
Hanno concluso che il disturbo dell’impotenza da COVID-19 è associato a tutta una serie di fattori fisiologici e psicologici. Gli esperti ritengono che praticamente qualsiasi complicazione respiratoria, neurologica, cardiovascolare o endocrina indotta dal coronavirus possa influenzare negativamente la salute sessuale maschile.
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Per esempio, la carenza di ossigeno è nota per ridurre la funzione erettile. E molti pazienti che hanno avuto il COVID accusano problemi polmonari anche 3 mesi dopo il recupero. La carenza di ossigeno riduce la produzione di monossido di azoto, che è necessario per l’ispessimento del pene.
Inoltre, il SARS-CoV-2 interagisce con il recettore dell'enzima di conversione dell'angiotensina 2 (ACE2) e colpisce le cellule, in particolare le cellule endoteliali, che rivestono l'interno dei vasi sanguigni e linfatici. I danni alla membrana mucosa fanno sì che il sangue smetta di fluire normalmente verso i tessuti.
Gli scienziati americani della Miller School of Medicine dell'Università di Miami hanno scoperto che il coronavirus si diffonde nelle cellule endoteliali dell’organo sessuale maschile. Questo ha un effetto negativo sull'apporto di sangue al pene e quindi sulla funzione erettile, che, dopotutto, dipende direttamente dall'integrità dell'endotelio.
L'alterazione endocrina a lungo termine nei pazienti con COVID-19 non è studiata tanto quanto quella polmonare o cardiovascolare. Tuttavia, vi sono evidenze del fatto che ACE2 è presente nelle cellule β pancreatiche e testicolari. Gli scienziati della Miller School notano che il coronavirus a volte si infiltra nel tessuto testicolare, il che può influenzare la fertilità maschile nel suo complesso. E i ricercatori italiani hanno scoperto che un decorso prolungato del COVID riduce i livelli di testosterone, l'ormone responsabile dell'attività sessuale negli uomini.
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Diversi fattori, poi, si rinvigoriscono a vicenda. Per esempio, scienziati francesi hanno dimostrato che i pazienti con forme più gravi di danno vascolare, compresa la trombosi acuta e l'embolia polmonare, spesso sviluppano anche una grave disfunzione endoteliale. E la disfunzione pancreatica porta a un peggioramento del diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2. Le variazioni a livello endocrino e metabolico associate a questi fenomeni possono generare una disfunzione erettile che può protrarsi nel tempo, si legge nell’articolo scientifico.

Non solo fisiologia

Oltre ai fattori puramente fisiologici, gli scienziati hanno identificato diverse cause indirette. Prima di tutto, ci sono gli effetti collaterali dei farmaci. E anche lo stress dovuto all'ospedalizzazione e a fattori socio-economici, come l'isolamento forzato, la paura del licenziamento e le difficoltà finanziarie.
Alcuni farmaci per la cura del COVID lungo, come i beta-bloccanti e i diuretici, compromettono la funzione erettile. Le misure restrittive, poi, creano nel paziente uno stato d'animo depresso e tendente all'ansia. Molti hanno anche perso il lavoro durante la pandemia. Coloro che sono passati al lavoro a distanza hanno dovuto fare i conti con stili di vita più sedentari, cambiamenti delle proprie abitudini, depressione e privazione totale della comunicazione con gli altri. Secondo gli scienziati, anche questi elementi finiscono inevitabilmente per influenzare la salute sessuale degli uomini.
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