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La scure del Covid sugli operatori del turismo: a rischio 13mila imprese

© Foto : Evgeny UtkinSpiaggia vuota a Rimini
Spiaggia vuota a Rimini - Sputnik Italia, 1920, 11.12.2021
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Nel 2021 rischiano di chiudere altre 2.460 agenzie di viaggi. Il comparto ha registrato un crollo di oltre 10 miliardi del fatturato dal 2019 al 2020.
Il settore del turismo resta uno dei più colpiti dalla pandemia. E a fare le spese dei lunghi mesi di restrizioni sono stati soprattutto tour operator e agenzie di viaggi.
La crisi del comparto ora viene fotografata dai dati forniti dalle diverse associazioni del settore, durante una conferenza stampa convocata per chiedere al governo di intervenire.
Si parte dal crollo del fatturato: dal 2019 al 2020 si è registrato un calo di circa 10 miliardi, con i ricavi che sono passati da 13,3 a 3 miliardi.
Nel 2021, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente, con un nuovo calo di 500 milioni rispetto all’anno precedente.
Le agenzie di viaggio sono passate da 11.890 nel 2019 a 8.200 nel 2020, mentre nel 2021 si stima che ne chiuderanno altre 2.460, per una riduzione del 30 per cento. Insomma, nel giro di due anni questo tipo di attività si è ridotto di circa la metà.

In termini di occupazione, il dato si traduce in 40mila addetti a rischio disoccupazione. Senza la proroga degli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione Covid, in scadenza a breve, si prevede che più dell’80 per cento delle imprese dovrà licenziare.

Un problema non da poco per la nostra economia, visto che il settore vale oltre 4 punti del Pil nazionale.
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A pesare in questi due anni è stata la flessione del 92 per cento dei viaggi degli italiani all’estero. A subire un vero e proprio crollo sono stati anche le trasferte business e anche le partenze collegate ai viaggi di nozze, per colpa del tonfo dell’80 per cento del settore eventi.
Praticamente annullate sono state anche tutte le gite scolastiche, mentre le partenze degli stranieri verso l’Italia sono diminuite del 54,6 per cento.
"Gli aiuti governativi sono arrivati con il contagocce e, di fatto, a fronte di una perdita del settore in 20 mesi pari a 20,5 miliardi, il Governo ha stanziato ad oggi soltanto 657 milioni (128 milioni ancora da distribuire), coprendo solo le perdite subite da marzo a luglio 2020", denunciano le associazioni come Astoi Confindustria Viaggi e Fto Confcommercio.
"Adesso,- proseguono in una nota le organizzazioni - Omicron non fa ben sperare per il prossimo futuro, benché l’Oms abbia messo in guardia i Paesi dall'imporre ulteriori restrizioni ai viaggi senza prima aver ottenuto chiare evidenze scientifiche e nonostante l'UE abbia raccomandato di adottare un approccio basato sulla condizione personale del viaggiatore più che sul generico rischio Paese".
Le misure urgenti che il comparto chiede al governo di approvare in manovra sono il rifinanziamento del fondo per Tour Operator e Agenzie di Viaggio, il prolungamento della cassa integrazione Covid a giugno 2022, l'estensione del credito d’imposta sulle locazioni commerciali, la rimozione delle restrizioni ai viaggi per i vaccinati e la "creazione di un prestito ponte di almeno 24 mesi a tasso zero per consentire alle imprese di rimborsare voucher che scadranno a breve".

"Con molta probabilità, considerato l’attuale scenario, - conclude la nota delle associazioni - il comparto non riuscirà a ripartire almeno fino alla prossima primavera. Si tratta, quindi, di un insieme di misure che, solo se attuate con tempestività, potrebbero tenere in piedi il settore del Turismo Organizzato, già in ginocchio, almeno per i prossimi mesi".
Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, come si legge sul Corriere, ha promesso che il governo si impegnerà per sostenere le imprese in difficoltà, anche attraverso il ricorso al Pnrr.
"Per venire incontro alle loro richieste è necessario, direi indispensabile, lasciare al turismo la quota di risorse destinate al bonus vacanze e non spese", ha annunciato il ministro.
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