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Infodemia, uno studio svela come l'informazione può influenzare i comportamenti durante una pandemia

© Jeroen Bosmangiornali nel chiosco
giornali nel chiosco - Sputnik Italia, 1920, 11.12.2021
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La ricerca, alla quale hanno collaborato anche quattro studiosi italiani, è stata pubblicata sulla rivista americana Cell e spiega perché “l'accesso illimitato all'informazione può generare confusione e influenzare i comportamenti durante un'emergenza sanitaria".
Viene associata alle “bufale” no-vax ed è stata evocata dall’ex premier Mario Monti con le controverse dichiarazioni sul “dosaggio dell’informazione”.
A definire l’infodemia, e cioè la “sovrabbondanza di informazioni, in parte corrette e in parte no, che avviene durante un'epidemia", è una ricerca della rivista americana Cell, a cui hanno collaborato diversi scienziati italiani, tra cui Walter Quattrociocchi, dell’Università La Sapienza di Roma, Matteo Cinelli e Fabiana Zollo, della Ca’ Foscari, e Antonio Scala del Cnr.
Dall’analisi, ripresa da RaiNews24, è emerso che “l'accesso illimitato all'informazione può generare confusione e influenzare i comportamenti durante un'emergenza sanitaria".
Insomma, il Covid ha messo in luce il “ruolo fondamentale” dell’informazione nelle situazioni di emergenza pandemica.
La sfida è quella di trasmettere informazioni complesse ad un pubblico vasto, con livelli di “alfabetizzazione scientifica eterogenei”. Il rischio è che si tenda alla semplificazione, riducendo il dibattito alla contrapposizione tra schieramenti, come avviene ad esempio con i vaccini.

D’altra parte, si sottolinea nell’analisi, la “sovrabbondanza del panorama informativo può indurre confusione sia tra i decisori sia nella società civile”.

Gli individui, inoltre, tendono a “selezionare le informazioni che confermino le loro credenze e ignorare quelle che le sconfessino".
In questo, un ruolo fondamentale è giocato dai social network, che ormai rappresentano uno dei canali principali attraverso i quali si accede all'informazione.
“Dobbiamo capire meglio – sottolineano i ricercatori - come gli individui assumono o evitano informazioni e come queste decisioni possano influenzare il loro comportamento”.
L’informazione, infine, secondo lo studio "può influenzare le scelte e quindi la progettazione delle politiche e la risposta sociale” in una pandemia globale e per questo va tenuta in considerazione come una delle dimensioni del fenomeno.
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