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I calcoli del fisico Sestili: “A Natale avremo il picco con 30mila contagi. Poi dipenderà da noi”

© Sputnik . Pavel Lisitsyn Vaccinazione
Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 11.12.2021
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Dipenderà dalle vaccinazioni e dalle misure di contenimento del virus messe in campo. E nelle prossime settimane nessuna Regione andrà in arancione o in rosso, prevede.
L’andamento della pandemia è fatto di numeri e di variabili e, come tale, può essere analizzato in maniera matematica e scientifica, facendo anche previsioni. Il fisico Giorgio Sestili, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato quali saranno gli effetti dei contagi nelle prossime settimane.

“Siamo ancora nella fase della crescita dei contagi, dell’espansione dell’epidemia. Questa crescita però sta rallentando, settimana dopo settimana” e “raggiungerà il picco a Natale”, con circa 30mila contagi.

“Un mese fa da una settimana all’altra c’era una crescita del 50%. Poi siamo passati a un aumento del 25%, arrivando agli ultimi sette giorni del 13%”.

Dopo le festività, l’andamento dipenderà da diversi fattori: “Potremmo rimanere a lungo in un plateau, una fase stazionaria. Oppure cominciare a scendere con una velocità variabile”.

Dipenderà principalmente dalle vaccinazioni, che nelle ultime settimane hanno registrato un aumento del 20% delle prime dosi, e dalle misure di contenimento.
“Si stanno vaccinando tanto tra i 19 e i 29 anni. A breve, poi, cominceranno anche le vaccinazioni dei bambini. Continuando con questo ritmo potremmo passare un inverno tranquillo, con un’epidemia sotto controllo”.
E a breve “posso dire che nel prossimo mese nessuna regione andrà in zona arancione o rossa”.

L’andamento strettamente correlato alle vaccinazioni

Per Sestili, con quasi 500mila terze dosi al giorno sono rallentati anche i casi di positività e “l’effetto dei vaccini si vede ancora meglio andando ad analizzare l’impatto che hanno avuto sugli ospedali”.
Per il fisico, rispetto a un anno fa “a parità di casi di positività, il tasso di ospedalizzazione nelle terapie intensive è di 6-7 volte inferiore” e “prendendo ad esempio un mese campione (15 ottobre-14 novembre) dai dati dell’Istituto superiore di sanità: il rapporto tra i ricoverati in terapia intensiva vaccinati e i non vaccinati era di 1 a 4 (132 contro 546). Lo stesso rapporto del numero dei decessi (197 tra i vaccinati, 515 tra i non vaccinati)”.
Per le terapie intensive, il picco della curva verrà raggiunto nel “giro di pochi giorni” e lo stesso vale per la curva dei decessi, “che nell’ultima settimana sono aumentati del 10%”.
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