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Gli Stati Uniti minacciano misure aggiuntive contro l'Iran se la diplomazia dovesse fallire

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaIran, la centrale nucleare di Bushehr
Iran, la centrale nucleare di Bushehr  - Sputnik Italia, 1920, 10.12.2021
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Gli Stati Uniti stanno valutando, insieme ai loro partner, compreso Israele, varie misure aggiuntive contro l'Iran, se gli sforzi diplomatici in corso a Vienna per ripristinare l'accordo nucleare, dal quale erano loro stessi usciti nel 2015, dovessero fallire, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price in conferenza stampa giovedì.
"Non vorrei parlare di pianificazione d'emergenza, non vorrei parlare di ciò che potremmo contemplare se il percorso della diplomazia verso un reciproco ritorno alla conformità non fosse praticabile nel breve termine, ma stiamo discutendo di quelle alternative, stiamo discutendo le opzioni con i nostri stretti partner, con i nostri stretti alleati, e questo include anche gli israeliani", ha detto Price.
Price ha aggiunto che giudicare se l'Iran stia dimostrando flessibilità nei negoziati potrebbe richiedere alcuni giorni, secondo un rapporto della Reuters.
Inoltre, quando gli è stato chiesto da un giornalista se la presunta posizione dell'Iran nei colloqui fosse finalizzata a sfruttare la debolezza degli Stati Uniti, Price ha assicurato che se gli iraniani percepissero una qualche debolezza da parte degli Stati Uniti, "rimarrebbero gravemente sorpresi".
Sempre giovedì, la segretaria stampa della Casa Bianca, Jen Psaki, ha affermato che a causa dei "progressi in corso nel programma nucleare iraniano", Biden ha ordinato alla sua squadra di "essere preparati nel caso in cui la diplomazia fallisse, per passare ad altre opzioni".
Secondo la Psaki, "se la diplomazia non può rimettersi in carreggiata presto e se il programma nucleare iraniano continua ad accelerare, allora non avremo altra scelta che adottare misure aggiuntive per limitare ulteriormente i settori produttivi dell'Iran".
In precedenza, diversi rapporti affermavano che i ministri della difesa statunitensi e israeliani avrebbero potuto discutere del lancio di esercitazioni militari congiunte, volte a prepararsi a contrastare l'Iran.
La delegazione di diplomatici a Vienna per le trattative sul PACG - Sputnik Italia, 1920, 06.12.2021
Ci sarà il nuovo accordo sul programma nucleare iraniano?
Dal punto di vista dell’Iran, invece, il nuovo stallo delle trattative a Vienna sarebbe dovuto piuttosto al rifiuto di Washington di revocare le sanzioni, in cambio del ritorno al vecchio trattato.
Secondo i resoconti dei media iraniani, il problema è l'insistenza della delegazione statunitense nel mantenere in vigore alcune sanzioni, anche se Teheran limitasse l'arricchimento dell'uranio.
Nel maggio 2018, gli Stati Uniti si ritirarono unilateralmente dal JCPOA 2015 e, da allora, hanno applicato tattiche dure contro l'Iran, spingendo la Repubblica islamica, a sua volta, a ritenere l’accordo superato.
A partire da aprile, Vienna ha ospitato discussioni volte a evitare un totale fallimento di tale accordo. Sia Teheran che Washington hanno dichiarato, a ottobre, di essere pronti a riavviare le discussioni il prima possibile. Il settimo giro di colloqui è iniziato il 29 novembre ed è stato interrotto poco dopo su iniziativa della parte americana, il 3 dicembre. Ieri, giovedì 9 dicembre, è iniziato un nuovo tentativo.
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