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Covid-19, Galli: "obbligo vaccinale o non se ne esce"

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 10.12.2021
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Il professor Massimo Galli dice che è arrivato il momento di prendere posizione e di imporre l'obbligo di vaccinazione, pena il non riuscire a sconfiggere la curva dei contagi che sta preoccupando l'Italia, specie in alcune regioni come Veneto, Friuli, Calabria e provincia autonoma di Bolzano.
Massimo Galli, intervenuto alla trasmissione Agorà, in onda su Rai3, lancia il monito:

"Obbligo vaccinale o non se ne esce".

Il professor Massimo Galli dice che è arrivato il momento di prendere posizione e di imporre l'obbligo.
Nel quadro dell'aumento dei contagi di questi giorni, e della situazione di alcune regioni che rischiano la retrocessione in zona gialla, l'infettivologo parla del vaccino come panacea di tutti i mali.

"Temo si sia arrivati al momento delle decisioni e non dei continui rinvii. La decisione di non prevedere l'obbligo vaccinale è stata politica".

Sull'obbligo di vaccinazione si era espresso in questi giorni anche Massimo Cacciari. Il filosofo, intervenuto alla trasmissione Piazza Pulita su La7, aveva detto di non avere alcuna intenzione di fare la terza dose, dicendo inoltre che "è folle pensare che adesso la diffusione del virus dipenda dal 10% di non vaccinati, tra cui in gran maggioranza persone che non rischiano niente. (...) Allora basta ipocrisie, obbligo, facciano l'obbligo, però, appunto, quando lo Stato obbliga, se ne assuma anche la responsabilità, dopo di che sarà anche più facile il ricorso alla corte costituzionale...".
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Preoccupa poi la variante Omicron, che secondo gli scienziati potrebbe essere molto più contagiosa delle altre varianti, anche se pare porti a sintomi più lievi.
L'infettivologo, a tal proposito, ribadisce ancora una volta come il vaccino sia l'unica soluzione:

"È tutto condito da una serie di condizionali. Sono molto lieto di rassicurare, ma vorrei farlo su basi più robuste. Secondo logica potrebbe andare così. Potremmo avere una grande diffusione" del virus "e per questo dobbiamo vaccinare, vaccinare, vaccinare".

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Sul rischio varianti, infine, l'immunologo riporta alcuni dati tecnici interessanti, vale a dire il fatto che "Paesi dove la vaccinazione non c'è continueranno a fabbricare varianti, i tempi per una riduzione della patogenicità sono lunghi e non brevi. È necessaria una decisione per far marciare i Paesi e non chiuderci in casa" e che "più un virus presenta mutazioni e meno è in grado di creare problemi".
Questo perché "molte mutazioni possono portare il virus ad avere difficoltà di efficienza riproduttiva", auspicando così che la variante Omicron sia "un colpo di coda del virus", vale a dire che sia una variante che presenti un grado di mutazione tale da non renderla molto pericolosa.
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