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Bonomi considera lo sciopero generale un problema per l’Italia: "Solo ritualità"

© ConfindustriaPresidente di Confindustria Carlo Bonomi
Presidente di Confindustria Carlo Bonomi - Sputnik Italia, 1920, 10.12.2021
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Il presidente degli industriali, Carlo Bonomi, è franco nello spiegare cosa ne pensa dello sciopero generale indetto per giovedì prossimo 16 dicembre da Cgil e Uil:
“Credo che lo sciopero generale sia un problema per l'Italia, in una diatriba tra una parte del sindacato e il governo, chi viene penalizzato è il mondo del lavoro e delle imprese. Mi sembra che sia proprio una strada sbagliata”, riporta l’Ansa.
Dal suo punto di vista, “gli italiani chiedano altro, di confrontarsi seriamente sul mondo del lavoro che si sta trasformando” e poi l’affondo, forse più incisivo, a Landini e Bombardieri:
“Come sempre c'è qualcuno che scenderà in piazza e gli imprenditori andranno in fabbrica per mandare avanti l'Italia come sempre”, ha riferito durante il convegno degli industriali a Carini, in provincia di Palermo, a cui ha partecipato.
Bonomi crede che lo strumento dello sciopero sia “concepito sempre più come manifestazione identitaria, invece di rappresentare un ricorso estremo rispetto alla logica del confronto volto alla ricerca di soluzioni condivise”.
E poi fa notare che le cifre ufficiali dell’Autorità garante sullo sciopero riportano una media di 3 – 4 scioperi al giorno a livello nazionale.
E questo appunto lo ha fatto proprio il Garante a Cgil e Uil, facendo notare loro che lo sciopero del 16 dicembre cade tra decine di altri scioperi già programmati da tempo sul territorio nazionale. Dal 10 dicembre (oggi) al 17 dicembre, infatti, l’Italia è piena di scioperi nel settore dei trasporti locali, nel mondo della scuola, quindi ci sono le cooperative che lavorano per conto dei ministeri.
Bonomi non intende intaccare il diritto costituzionale allo sciopero, tuttavia apre una riflessione su un argomento taciuto: “La ritualità di uno strumento”.

Sciopero da riformulare

Il Garante sullo sciopero ha chiesto a Cgil e Uil di riformulare lo sciopero, per via della stretta concomitanza di altri scioperi nei giorni precedenti e successivi, ma le due sigle sindacali sembrano intenzionate ad andare avanti nella loro azione, non appoggiata dalla Cisl.
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