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Fine vita, testo in Aula il 13 dicembre: approvata dalle commissioni la proposta di legge

Eutanasia - Sputnik Italia, 1920, 10.12.2021
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Approvato dalle commissioni Giustizia e Affari Sociali il testo sul "fine vita". Ora andrà al vaglio di Montecitorio a partire da lunedì 13 dicembre.
Sarà ora responsabiltà di Montecitorio l'approvazione del testo che ha per tema l'eutanasia.
Il testo, tanto a lungo dibattuto, ha passato l'esame delle commissioni Giustizia e Affari Sociali.

"Ora la responsabilità passa all’Aula di Montecitorio, tutti i gruppi e i singoli componenti hanno il dovere di rispondere ai malati e alle loro famiglie, alle esigenze di rendere più umano il nostro ordinamento riconoscendo la morte volontaria medicalmente assistita", riferiscono Mario Perantoni e Maria Lucia Lorefice, presidenti della commissione, riferisce Adnkronos.

Hanno votato a favore del testo M5s, Pd, Leu, Iv, +Europa; contro Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Coraggio Italia. Destre che, in formazione compatta per il no, hanno visto accolte alcune loro proposte in merito.
La legge, ora all'esame di Montecitorio, segnerà una svolta epocale, dopo l'approvazione definitiva.
L'eutanasia ha tenuto banco svariati anni, portando alle luci della ribalta vicende che hanno poi dato il La all'iter che vede oggi la proposta in esame da parte del governo. Prima tra tutte, quella del dj Fabo e del processo a Marco Cappato, il politico, ex deputato europeo, attuale tesoriere dell'Associazione "Luca Coscioni", il quale era finito sotto accusa per aver accompagnato dj Fabo in Svizzera per l'ottenimento, da parte di quest'ultimo, dell'eutanasia.
Cappato, rientrato in Italia, aveva poi dovuto affrontare una tempesta mediatica e giudiziaria, che si è conclusa con l'assoluzione dall'accusa dei reati di cui all'articolo 580 del codice penale, vale a dire del reato di "aiuto al suicidio".
La Procura, nel corso del procedimento, aveva presentato una memoria, per suggerire al giudice di sollevare la questione di legittimità costituzionale dell'art. 580 c.p., dato che la legge impone la punibilità nei confronti di coloro che si possano considerare responsabili di aver agevolato l'eutanasia, anche nei casi in cui il soggetto sia un malato terminale, il quale abbia scelto in consapevolezza il ricorrere all'eutanasia, ma impossibilitato dalla malattia stessa a mettere in atto il proposito da solo.
Nel settembre 2019 Cappato viene dichiarato non punibile, per il fatto che l'eventuale colpevolezza circa il suicidio assistito debba essere rimessa alla specificità del caso.
Il 23 dicembre 2019 Cappato è stato, infine, assolto dalla Corte d’Assise di Milano sul "caso dj Fabo", perché il "fatto non sussiste".
Ora il testo, approvato dalle commissioni, in otto articoli. Si vedrà, così, presto introdotto nel nostro ordinamento la possibilità per "i malati con una prognosi infausta o una condizione irreversibile e che siano tenuti in vita da sostegni sanitari vitali" di ricorrere all'eutanasia.
Non ci sarà punibilità per chi aiuta, neppure se è stato già condannato in modo definitivo con sentenza passata in giudicato: è infatti prevista la retroattività della norma.
Soddisfatti gli esponenti di M5s e Pd, promotori della norma.

"Se la legge ha avuto l'ok della commissione, è perché c'è stato un confronto civile e non ostruzionistico. In aula? È sempre un'incognita", afferma Alfredo Bazoli, del Pd, come riporta Repubblica.

Riccardo Magi, radicale, prevede invece che il testo non verrà approvato da palazzo Chigi:
"Farà la fine del ddl Zan", sostiene.
La legge che verrà messa ad esame dal governo, questo prossimo lunedì 13 dicembre, è auspicata ed attesa da decenni. Ad invocarla, a più voci, non solo le forze politiche, ma anche le tante associazioni che si occupano di assistenza ai malati terminali, alle loro famiglie, alle tante strutture dispiegate sul territorio.
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In passato, la Corte Costituzionale si era espressa in materia diverse volte, auspicando che il Parlamento facesse in modo di colmare la mancanza di giurisprudenza in merito.
Si fa sentire in proposito anche Enrico Letta. Il leader Pd ha sottolineato la differenza tra suicidio assistito ed eutanasia:

"L'eutanasia è una cosa il suicidio assistito - ha sottolineato il leader Pd - è un'altra. Io credo che su questo punto il Parlamento debba intervenire dopo la pronuncia della Corte", riporta ancora Repubblica.

Il testo, per alcuni, non è comunque sufficiente, alla luce di "tagli, modifiche e paletti".
L'associazione Coscioni e Cappato lo ritiene, ad esempio, un vero e proprio arretramento, rispetto alle indicazioni della Consulta, in quanto pone esclusi i malati oncologici terminali ed impone una norma troppo resistrittiva per il suicidio assistito, e spera piuttosto in un referendum sul tema.
La legge in discussione prevede che "possa fare richiesta di morte volontaria medicalmente assistita chi abbia la maggiore età, sia capace di intendere di volere, sia stato già coinvolto in un percorso di cure palliative e le abbia rifiutate. Deve essere affetto da una patologia irreversibile, a prognosi infausta, ed è tenuto in vita da trattamenti sanitari di sostegno vitale".
Quest'ultimo punto è, tra altri, quello che ha sollevato le maggiori critiche.
La proposta di legge ha comunque passato l'esame delle commissioni; ora si aspetta l'esame in Aula.
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