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IXPE, Nasa e Asi lanciano satellite da Cape Canaveral per studiare i fenomeni estremi dell'Universo

Immagine dell'Universo captata dal telescopio Hubble - Sputnik Italia, 1920, 09.12.2021
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Partito da Cape Canaveral il vettore Falcon 9 della SpaceX, che in queste ora sta portando nello spazio la missione astronomica congiunta Nasa e Asi (Agenzia spaziale italiana) con a bordo Ixpe, il cui obiettivo è studiare i fenomeni estremi dell’universo.
Ixpe, acronimo di Imaging X-ray polarimetry explorer, è un progetto nato nel 2017 con la partecipazione anche dell’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
Lo sviluppo della missione è avvenuto nell’ambito del programma Small explorer della Nasa ed è costato 180 milioni di euro complessivi. L’Italia partecipa alla missione con 20 milioni di euro e le competenze scientifiche e tecniche dei suoi centri di ricerca, come Inaf e Infn e l’Università di Roma Tre.
Attraverso l’Asi, l’Italia in particolare ha sviluppato lo strumento principale della missione, il Global pixel detector, inoltre Telespazio ha messo a disposizione la sua base di Malindi per la ricezione dei dati e lo Space science data center per l’analisi dei dati. Collabora alla missione Ixpe anche la Ohb-Italia.

Osservare i fenomeni violenti dell'Universo

L’obiettivo della missione è osservare i fenomeni violenti e ancora sconosciuti, o poco conosciuti, dell’Universo, tra cui le esplosioni di supernove e i buchi neri supermassicci.
Ixpe è un vero osservatorio a raggi X nello spazio, con a bordo tre telescopi per l’osservazione progettati in Italia e in grado di captare i raggi X emessi dagli oggetti cosmici molto lontani da noi.
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