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Restituì il tesoro trovato sul ghiacciaio: dopo 8 anni incassa 150mila euro

CC BY-SA 2.0 / Ivan Borisov / Il monte bianco
Il monte bianco - Sputnik Italia, 1920, 09.12.2021
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Il cofanetto con decine di zaffiri e smeraldi ritrovato da un giovane di Chamonix apparteneva ad un passeggero del volo Air India schiantatosi sul Monte Bianco nel 1966.
Decise di consegnare le pietre preziose trovate tra i ghiacciai del Monte Bianco nel luogo dello schianto di due aerei negli anni ’50 e ’60. A distanza di otto anni il tribunale ha premiato la sua onestà ricompensandolo con 150mila euro.
Protagonista di questa storia è un giovane di Chamonix, Raphael. Appassionato di alpinismo, l’11 agosto del 2013, durante una delle sue escursioni sul ghiacciaio nel punto in cui si erano schiantati due velivoli dell’Air India, si imbatte in alcune pietre preziose: zaffiri e smeraldi provenienti dal Paese asiatico.
Raphael le mette in tasca, torna a casa e riflette sul da farsi. Impiega dieci giorni a prendere una decisione, e alla fine consegna il tesoro del ghiacciaio ai gendarmi. “Meglio essere onesto”, pensa il ragazzo.
Qualche mese dopo parte un’inchiesta che si è conclusa solo qualche settimana fa. Le pietre preziose, ricostruisce Il Messaggero, appartenevano ad un passeggero del volo Bombay-New York caduto fra le cime del Monte Bianco nel 1966.
Il tribunale ha vagliato le posizioni di almeno una decina di eredi delle vittime della sciagura, che negli anni si sono fatti avanti per rivendicare le pietre preziose. Ma nessuno di loro, secondo i giudici, ne avrebbe avuto effettivamente diritto.
Così il tribunale ha deciso che il valore del tesoro, 300mila euro, dovrà essere diviso tra Raphael, che lo ha trovato nel ghiacciaio, e il comune di Chamonix, il luogo in cui è avvenuto il ritrovamento.
Il sindaco del paese alpino, Eric Fournier, ha fatto sapere che le pietre verranno esposte nel museo cittadino per onorare la memoria delle vittime.
Sono 117 i passeggeri che morirono nel disastro aereo del Kangchenjunga, il Boeing 707 di Air India. A chi appartenessero quelle pietre non è stato ancora chiarito. È un altro dei gialli che avvolge la tragedia.
A bordo del velivolo viaggiava anche l’ideatore del programma nucleare indiano, Homi Bhabha, e c’è chi parla addirittura di una collisione con un altro velivolo prima dello schianto, forse della Nasa. Un mistero destinato a rimanere sepolto sotto i ghiacci del versante francese della montagna.
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