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Putin: quello che accade nel Donbass assomiglia a un genocidio

© Sputnik . Sergei Averin / Vai alla galleria fotograficaUna casa bombardata lungo la linea di contatto nel Donbass
Una casa bombardata lungo la linea di contatto nel Donbass - Sputnik Italia, 1920, 09.12.2021
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Ampie aree delle regioni ucraine orientali di Donetsk e Lugansk sono state travolte dalla guerra civile nella primavera del 2014 dopo che la gente del posto contrariata dal colpo di stato di Kiev del febbraio 2014 ha cercato di liberarsi del governo centrale. La guerra ha ucciso fino a 31mila persone, con milioni di sfollati.
La situazione in Donbass assomiglia a un genocidio, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.

"Possiamo vedere chiaramente e sapere cosa sta succedendo nel Donbass in questo momento. Questo, ovviamente, assomiglia molto a un genocidio, di cui avete parlato", ha detto Putin, parlando con Kirill Vyshinsky, un giornalista ucraino, ex direttore dell'agenzia sorella di Sputnik "RIA Novosti Ukraine" e direttore esecutivo del gruppo mediatico Rossiya Segodnya.

Il presidente russo ha espresso i commenti oggi durante una riunione del Consiglio russo per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani, di cui Vyshinsky è membro.
Putin ha suggerito che la russofobia è stato il primo passo verso il genocidio e ha sottolineato che "dobbiamo agire con molta attenzione per non svalutare il significato di questi concetti". Sfortunatamente, ha detto, i concetti dovrebbero riflettere la realtà degli eventi che si verificano sul campo. "Pensiamoci su", ha esortato.
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Tensioni sull'Ucraina

Le osservazioni del presidente giungono in un'atmosfera di tensioni e timori di nubi di guerra in Ucraina, mentre Russia e Occidente si accusano a vicenda di preparare operazioni militari. Nelle ultime settimane Washington e i suoi alleati hanno accusato Mosca di aver concentrato truppe al confine con l'Ucraina. La Russia ha respinto ogni addebito, esprimendo la propria preoccupazione sul fatto che Kiev possa tentare di risolvere il conflitto congelato nel Donbass con la forza utilizzando armi anticarro avanzate e droni forniti dagli Stati Uniti e dalla Turchia.
Gli abitanti dell'Ucraina orientale hanno iniziato a chiedere l'indipendenza da Kiev nella primavera del 2014, a seguito del colpo di stato sostenuto dall'Occidente nel febbraio di quell'anno che ha visto gli ultra-nazionalisti salire al potere. Temendo che le richieste di autonomia potessero diffondersi in altre regioni orientali, tra cui Kharkov, Nikolaev e Odessa, Kiev ha risposto con la forza militare, mentre nel Donbass gli autonomisti hanno preso le armi per combattere le forze governative, iniziando così la guerra civile.
La guerra nel Donbass ha provocato la morte di ben 31mila persone, con oltre 2 milioni e mezzo di cittadini della regione costretti a fuggire dalle proprie case, di cui quasi 1 milione verso la vicina Russia.
Un fragile cessate il fuoco è in vigore dal febbraio 2015 in seguito alla firma degli accordi di pace di Minsk, che prevedevano un armistizio, seguito dal ritiro delle armi pesanti e da altre misure per alleggerire le tensioni e favorire una normalizzazione pacifica. Gli accordi prevedevano anche elezioni nei territori separatisti e modifiche alla costituzione ucraina che garantissero un'ampia autonomia del Donbass. L'amministrazione del presidente Petro Poroshenko non è riuscita a mantenere i suoi impegni nell'ambito dell'accordo e la guerra si è trasformata in un conflitto congelato caratterizzato da regolari violazioni del cessate il fuoco.
Dopo essere salito al potere nel 2019, il presidente Volodymyr Zelensky ha inizialmente espresso interesse per la cosiddetta "formula Steinmeier", dal nome dell'ex ministro degli Esteri tedesco e negoziatore di Minsk Frank-Walter Steinmeier, per procedere con i piani per reintegrare pacificamente il Donbass in Ucraina, di nuovo dopo le elezioni e la creazione di uno statuto di autogoverno speciale per Donetsk e Lugansk. La sua approvazione dell'idea ha suscitato proteste a Kiev da parte dei sostenitori della linea dura sul Donbass, spingendolo a cedere, e lo status quo è rimasto invariato per altri due anni.
Le tensioni in Ucraina hanno iniziato a intensificarsi nella primavera del 2021, sullo sfondo dei timori dei separatisti del Donbass e della Russia, garante degli accordi di Minsk, che Kiev possa provare a risolvere il conflitto con la forza, e di nuovo questo autunno dopo che funzionari e media occidentali hanno speculato sui piani di Mosca per invadere parzialmente o totalmente l'Ucraina. La parte russa ha respinto queste accuse.
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