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Inverno rigido alle porte, gli scenari della crisi energetica per i paesi europei

© Sputnik . Alexey Malgavko / Vai alla galleria fotograficaУличный термометр зимой
Уличный термометр зимой - Sputnik Italia, 1920, 09.12.2021
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I prezzi del gas in Europa sono scesi di circa la metà, rispetto ai massimi che hanno toccato a ottobre. Tuttavia, il peggio potrebbe non essere ancora arrivato. Le riserve sono al minimo e l'inverno è già alle porte. La prima ondata di freddo farà salire il costo del carburante e dell'elettricità e alcuni Paesi rischiano un blocco energetico.

La calma prima della tempesta

Il mercato europeo del gas ha fluttuato impazzito per tutto l'autunno. Nel mese di ottobre, i prezzi spot hanno battuto un record storico, arrivando in prossimità di quota 2 dollari per metro cubo.
Le ragioni di questo fenomeno sono state la scarsa capacità di stoccaggio sotterraneo, la limitazione dell’offerta dei principali fornitori e l’elevata domanda di gas naturale liquefatto in Asia.
Poi il prezzo è sceso, stabilizzandosi, a novembre, a meno di 1 dollaro (quattro volte il prezzo di inizio dell'anno). L’entusiasmo si è spento quando Gazprom ha cominciato a pompare gas nei suoi depositi sotterranei europei di gas naturale.
Gasdotto - Sputnik Italia, 1920, 03.12.2021
I prezzi del gas in Europa diminuiscono di quasi il 5%: ora 1.055 dollari per mille metri cubi
Ma poi è arrivata la notizia che l’autorizzazione per il Nord Stream-2 era stata sospesa. Questo ha significato l’ennesima proroga della data di avviamento del gasdotto e la conseguente necessità di cercare altri canali di approvvigionamento.

Farà freddo

L'Europa non è sicuramente pronta per il freddo. Secondo Gas Infrastructure Europe, il gas attivo in stoccaggio è il 23,4% (20,8 miliardi di metri cubi) in meno, rispetto all'anno scorso.
E si prevede che l'inverno sarà rigido. Quindi sono inevitabili sia la scarsità di elettricità e di gas sia, di conseguenza, il forte aumento dei prezzi.
Anzitutto, ovviamente, il gas diventerà più costoso. Secondo le previsioni di Stin Jacobsen, chief investment officer di Saxo Bank, l'Europa dovrà affrontare una crisi energetica come non si è mai vista dal 1973. La crisi riguarderà anche il petrolio. "Non sarei sorpreso di vedere i prezzi del petrolio sopra i 100 dollari al barile già nel primo trimestre", sostiene l'economista.
Jacobsen parla di una tempesta perfetta. "Cosa succederà poi ai prezzi? Saliranno ancora, naturalmente", precisa.
Anche Gazprom non ritiene che la situazione sia sostenibile.
"Tuttavia, considerato il volume di stoccaggio e l’arrivo della stagione fredda in Europa e in Asia, le quotazioni dei forward sul gas non ipotizzano una riduzione sensibile dei prezzi dei prossimi mesi”, afferma Alexander Ivannikov, manager di Gazprom.

Per ora è una prova

L'aumento dei prezzi dell'energia ancora prima dell'inverno ha colpito sia l'industria sia i consumatori. Nel Regno Unito, un certo numero di aziende ha ridotto la produzione e chiesto l’aiuto dello Stato.
In Francia, i prezzi dell’energia elettrica hanno toccato i massimi dal 2012. L'energia nucleare non riesce a soddisfare il fabbisogno totale.
Le centrali nucleari non possono farcela, perché la pandemia ha costretto a rimandare la manutenzione di alcuni reattori.
La centrale nucleare di Chooz nelle Ardenne Francesi - Sputnik Italia, 1920, 09.11.2021
Annuncio di Macron, la Francia riprenderà a costruire reattori nucleari
Le autorità hanno poi deciso di chiudere le centrali a carbone. Lo scorso inverno le famiglie sono state chiamate a ridurre il consumo di elettricità durante le ore di punta.
Ora le famiglie dovranno fare i conti con cali di tensione e blackout di anche un paio d’ore.
E, come osserva Bloomberg, questo è solo un assaggio di ciò che potrebbe accadere, mano a mano che si abbasseranno le temperature. Non si esclude nemmeno che si vengano a creare tensioni tra Paesi, per proteggere le proprie forniture. I consumatori si troveranno ad affrontare blackout sistematizzati.
Ciò che innervosisce l'Europa è che Gazprom sta continuando a consegnare esattamente la quantità di gas oggetto degli accordi contrattuali. Pertanto, il comparto energetico non può far altro che contare su una riduzione della domanda, sostiene Fabian Renningen, analista di Rystad Energy.
Ad alimentare l’entropia si aggiunge la variante Omicron e l’imminente ennesima ondata di COVID.

Blocco energetico

La situazione potrebbe aggravarsi così tanto che alcuni Paesi, specialmente quelli ricchi, dovranno attrezzarsi in qualunque modo.
Gli analisti di Bloomberg hanno descritto 2 probabili scenari. Se le carenze si faranno sempre maggiori, i governi europei potrebbero essere costretti a ridurre la vendita di gas naturale ed energia elettrica ad altre regioni. Un’altra possibilità, seppur meno estrema, è che gas ed elettricità vengano reindirizzate da Paesi poveri e Paesi ricchi, come la Germania.
"Se farà molto freddo, si cominceranno a sentire in Europa discorsi simili: ‘Io il gas ce l’ho, quindi prenderò misure straordinarie: vieterò le esportazioni per 2 settimane’”, prevede Marco Alvera, amministratore delegato di Snam SpA, società italiana di infrastrutture energetiche.
Finora non sono state ancora fatte dichiarazioni di questo tipo, ma le prime chiamate sono già in atto. Per esempio, già nel mese di ottobre, il presidente serbo Aleksandar Vucic ha avvertito di una possibile sospensione delle esportazioni di energia elettrica, per "tenere la gente al caldo nelle proprie case". E la Francia ha minacciato di limitare la fornitura alle Isole del Canale, per via di una disputa sulle aree di pesca.
Contatore del gas - Sputnik Italia, 1920, 07.12.2021
L'Europa ha "bruciato" un quarto delle sue riserve di gas già il quinto giorno d'inverno
I principi di solidarietà energetica non consentono di bloccare le esportazioni. Questo potrebbe mettere in crisi gli Stati membri dell’UE. Del resto, in una crisi energetica le controversie sono inevitabili. Presto si chiarirà quale dei Paesi europei sarà pronto a pensare più ai propri interessi, per non privarsi della luce e del calore.
Mosca ha fatto intendere che aiuterà l’Europa, aumentando le estrazioni per stabilizzare il mercato. Ma ancora non sappiamo quanto gas invierà la Russia nel mese di dicembre. L’avviamento del Nord Stream-2 risolverebbe la crisi energetica, ma la Germania, il principale importatore di energia e materie prime, ritiene evidentemente che per quest’inverno al suo continente il gas non serva poi tanto.
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