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Gli assessori esterni "controllati" dai Dem: polemiche sulle nomine di Gualtieri

© Foto : Agenzia Nova / Marco MinnaRoberto Gualtieri, Ministro dell'Economia e delle Finanze
Roberto Gualtieri, Ministro dell'Economia e delle Finanze - Sputnik Italia, 1920, 09.12.2021
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A guidare gli staff degli assessori esterni arrivano una serie di personalità organiche al partito. E la Lega chiede la convocazione della commissione trasparenza.
È polemica sulle nomine della nuova giunta di Roberto Gualtieri. L’accusa mossa al sindaco Dem approdato da qualche settimana alla guida della Capitale, è di aver messo ai posti di comando, tra dirigenti e componenti dello staff, uno stuolo di fedelissimi di area Pd.
Tanto che, come racconta Il Foglio, gli assessori esterni al Pd si sentirebbero accerchiati. Tutti quelli che hanno deleghe importanti e non sono “organici al Pd”, infatti, sarebbero stati affiancati da collaboratori di peso.
Si parte dall’assessora ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini. Una figura tecnica prestata al Campidoglio dal ministero dei trasporti. Ed ecco che il gotha del Pd le mette nello staff Emiliano Sciascia, ex mini-sindaco Dem del IV municipio.
Lo stesso succede con un’altra personalità esterna al partito, l’assessora al Commercio, Monica Lucarelli, affiancata da Jacopo Pescetelli, ex assessore Dem in I municipio, e Emanuela Mino, fedelissima del braccio destro del sindaco, il deputato Claudio Mancini. Tanto che qualche maligno evoca addirittura il “commissariamento”.
Un altro “uomo” di Mancini, sempre secondo Il Foglio, Carlo Mazzei, guiderà lo staff di Tobia Zevi, il candidato indipendente che guida l’assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative, uno di quelli chiave per l’azione politica della nuova giunta.
Ed è di nuovo un ex mini-sindaco Pd, Valerio Barletta, ad occuparsi, per un cachet di oltre 90mila euro, di guidare il team dell’assessora ai rifiuti Sabrina Alfonsi.
A coadiuvare l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, in vista dei prossimi appuntamenti con Expo e il Giubileo, potrebbe essere l’ex consigliere regionale “orfiniano” Fabio Bellini, anche lui dell’entourage di Mancini.
"Di certo Gualtieri ha bisogno di fedelissimi per guidare la Capitale ma vogliamo capire cosa succede, accertare le basi legali, anche sul piano dei compensi, di questa infornata composta da militanti della sinistra", protesta il consigliere leghista Fabrizio Santori.
L’esponente del partito di Matteo Salvini ha chiesto “l'immediata convocazione della Commissione trasparenza per verificare i requisiti di coloro che sono già stati o stanno per essere nominati nei ruoli chiave del Campidoglio, sia nello staff che come dirigenti".
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