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"Diventerà come un raffreddore". La tesi sul Covid del virologo dell'ospedale di Catania

© AP Photo / Petr David JosekOperatore sanitario in un ospedale Covid a Praga
Operatore sanitario in un ospedale Covid a Praga - Sputnik Italia, 1920, 09.12.2021
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Bruno Cacopardo, primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, scommette che il virus si indebolirà progressivamente nei prossimi mesi "grazie a chi si è vaccinato".
Le prossime varianti del Covid “potrebbero far mutare il virus in senso benevolo fino a farlo diventare un’influenza o un fastidioso raffreddore”. Ad esserne convinto è il professor Bruno Cacopardo, primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania. Il medico, intervistato dal quotidiano La Sicilia, si dice fiducioso sul fatto che il virus possa pian piano endemizzarsi e diventare “meno aggressivo”.
“Non escludo che orientativamente tra un paio di varianti potremmo uscire fuori da questa pandemia dai sintomi gravi. Per due motivi: il primo è l’efficacia che deriva dei vaccini che proteggono dalla malattia grave. Il secondo motivo è che noi esperti stiamo riscontrando un virus meno letale. Questi due fattori assieme producono una malattia meno grave”, è la previsione dell’infettivologo.
“L’andamento della pandemia – aggiunge - sta ormai facendo registrare un abbattimento del tasso di mortalità e ci sono numerosi pazienti che pur avendo il Covid se la cavano molto meglio rispetto al passato”.
Anche la variante Omicron non lo impensierisce particolarmente: “Dagli studi finora effettuati sembrerebbe più infettiva della Delta, ma meno aggressiva”.
“Penso che già tra alcuni mesi – è l’ipotesi del professore - vedremo un procedimento che potrebbe in primis tra febbraio e marzo far stabilizzare l’Omicron in Europa e quindi la variante successiva dovrebbe arrivare entro l’estate ed essere ancora meno aggressiva”.
Entro l’estate, quindi, secondo Cacopardo, il Covid potrebbe diventare soltanto “un fastidioso raffreddore”, “grazie a chi si è vaccinato”.
Il medico è convinto, però, che non bisogna abbassare la guardia andando avanti con le terze dosi di vaccino e con l’immunizzazione dei più piccoli: “Serve per tutelare il minore dal long Covid, che non è vero sia sempre così leggero”.
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