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Tutta la politica contro Cgil e Uil? Lo sciopero generale desta stupore e volano critiche

© Foto : Marco Merlini CGILManifestazione nazionale antifascista organizzata da Cgil, Cisl e Uil per dire "NO" ai fascismi e alla violenza e per dire "SI" al lavoro, alla sicurezza e ai diritti
Manifestazione nazionale antifascista organizzata da Cgil, Cisl e Uil per dire NO ai fascismi e alla violenza e per dire SI al lavoro, alla sicurezza e ai diritti - Sputnik Italia, 1920, 08.12.2021
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Dalla politica, e in particolare dalle forze di maggioranza a sostegno del governo Draghi, arriva una pioggia di critiche alla decisione dei sindacati Cgil e Uil di indire uno sciopero generale per giovedì 16 dicembre.
Sciopero al quale la segreteria generale della Cisl ha confermato che non parteciperà, perché lo ritiene non utile in questo momento e perché rischia di rompere il dialogo con il governo.
Il più duro di tutti è stato il commento di Matteo Salvini, il quale bolla come “inspiegabile e irresponsabile la scelta della Cgil di indire uno sciopero poco prima di Natale, dopo che il governo ha tagliato le tasse anche per i dipendenti e i pensionati”, riporta l’Agi.
Antonio Tajani, per Forza Italia, ha chiesto di ripensarci per il bene del Paese: “Lo sciopero generale proclamato dai sindacati è un errore in questo momento. Se Cgil e Uil hanno a cuore la ripresa economica ci ripensino”, ha detto il forzista in un breve video messaggio.
Più tiepide le reazioni a sinistra, dove il segretario del Partito Democratico Enrico Letta si astiene da ogni commento, ma viene per questo pungolato dal vicesegretario della Lega Andrea Crippa, il quale a Letta manda a dire:
“Enrico Letta non ha nulla da dire sulla Cgil? Il sindacato di Landini scende in piazza pochi giorni prima di Natale contro il governo che ha abbassato le tasse, ma dal segretario del Pd silenzio assoluto e nemmeno un plauso alla responsabilità della Cisl. Ne sarà felice il ministro Orlando, che così resta isolato”.
Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si è mostrato sorpreso dalla scelta dei sindacati, anche se considera la loro posizione “legittima” e “rispettabile”, ma non la definisce “affatto scontata e dovuta”.
Carlo Calenda prende posizione netta contro i due sindacati, come ha fatto Salvini, e dice:
“Vogliono solo dimostrare di esistere. È una strategia sbagliata che li porterà all'irrilevanza, si dissolveranno”.
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