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Terza dose, ecco quali sono gli effetti collaterali del vaccino Moderna

Vaccino Moderna - Sputnik Italia, 1920, 08.12.2021
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L'Aifa ha diffuso i dati relativi alle reazioni avverse registrate dopo la somministrazione del vaccino Moderna. Gli effetti collaterali sarebbero "lievi" e superabili in poche ore.
Febbre a 37,5 o 38 per un paio di giorni al massimo e dolore al braccio nel punto dell’iniezione. Sono questi i principali effetti collaterali del vaccino a Rna messaggero di Moderna, secondo gli ultimi dati dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, basati sul monitoraggio della campagna vaccinale.
Tra i disturbi provocati dal vaccino messo a punto dalla biotech americana, spiega Il Messaggero, il più fastidioso è l’alterazione della temperatura che però, spesso si risolve “senza nemmeno ricorrere a trattamenti sintomatici (antidolorifico o simili)” e nel giro di qualche ora, al massimo un paio di giorni.

Gli effetti collaterali in percentuale

Il dolore nel punto in cui viene effettuata l’iniezione, secondo la rilevazione dell’Aifa, compare nel 92 per cento dei casi, nel 70 per cento il vaccino provoca affaticamento, nel 64 per cento cefalea e nel 61,3 per cento dolori muscolari.
Quasi un soggetto su due, inoltre, ha registrato l’insorgenza di brividi, e il 23 per cento ha accusato nausea e vomito.
La febbre, e cioè l’effetto collaterale più invalidante, compare soltanto nel 15 per cento dei casi.
Le reazioni, scrive l’Aifa, “sono state più frequenti nei partecipanti più giovani tra i 18 e i 65 anni, rispetto ai partecipanti di età superiore ai 65 anni”.
Il monitoraggio verrà effettuato anche sulle terze dosi, che a partire dal primo dicembre possono essere somministrate a tutti gli over 18 che hanno già completato il ciclo vaccinale.
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Per la dose booster, secondo gli esperti, potrà essere utilizzato anche un prodotto diverso da quello somministrato in occasione delle prime due. Il mix di vaccini, infatti, per gli addetti ai lavori potrebbe rivelarsi addirittura più efficace.

Il rischio di miocarditi e pericarditi

A pronunciarsi sul rischio di miocarditi e pericarditi, nei giorni scorsi, era stato invece il comitato per la sicurezza dell'EMA (PRAC), definendo “molto rara” l’eventualità che compaiano eventi avversi di questo tipo.
La casistica è di uno su 10mila, con un aumento del rischio nei soggetti di sesso maschile più giovani.
L’infiammazione di solito compare entro pochi giorni dalla vaccinazione e comunque entro due settimane, soprattutto dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino.
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