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Sindacati spaccati sul governo Draghi: ecco tutti i precedenti

© Foto : Marco Merlini CGILManifestazione nazionale antifascista organizzata da Cgil, Cisl e Uil per dire "NO" ai fascismi e alla violenza e per dire "SI" al lavoro, alla sicurezza e ai diritti
Manifestazione nazionale antifascista organizzata da Cgil, Cisl e Uil per dire NO ai fascismi e alla violenza e per dire SI al lavoro, alla sicurezza e ai diritti - Sputnik Italia, 1920, 08.12.2021
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La confederazione si divide sull'opportunità dello sciopero generale. La Cisl si sfila: "Scelta sbagliata nel metodo e nel merito. Il segretario della Cgil, Landini: "Non andiamo in piazza contro altri". Ecco tutti i precedenti, dall'articolo 18 in poi.
Lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil il prossimo 16 dicembre contro la manovra rischia di “isolare il mondo del lavoro in un momento delicato”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in un’intervista al Corriere della Sera, che sancisce la spaccatura con le due sigle sull’opportunità di incrociare le braccia mentre il Paese si trova ancora i conti con l’emergenza Covid.
“È una scelta sbagliata nel metodo e nel merito. – spiega Sbarra - Nel metodo perché il Paese è ancora stretto nella emergenza pandemica e cerca faticosamente di agganciarsi a una ripresa economica che richiede il massimo di coesione e partecipazione e non il conflitto. Nel merito perché la mobilitazione responsabile e costruttiva messa in campo unitariamente in quest’ultimo mese ha prodotto molti miglioramenti della manovra”.
Da parte sua, il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha assicurato ai giornalisti di non andare in piazza “contro altre organizzazioni sindacali, ma per sostenere le richieste della piattaforma unitaria".
Anche Pierpaolo Bombardieri, della Uil, citato da Rainews24, ricorda che “non c'è un sindacato unico ma unitario: ci divide la sensibilità nella risposta”. Ma per il futuro è ottimista: “Sono sicuro che riprenderemo il percorso".

I precedenti

Le ultime mobilitazioni generali dei lavoratori proclamate dalle tre sigle sindacali risalgono al 2013 e prima ancora al 2011. L’oggetto del contendere, come ricorda l’agenzia Agi, fu nel primo caso la legge di stabilità del governo Letta e nel secondo la discussa riforma Fornero.
Ma nel 2014 ci fu uno strappo simile a quello di queste ore. La Cisl, allora guidata da Annamaria Furlan, non aderì allo sciopero indetto da Cgil e Uil contro il Jobs Act di Renzi. La frattura si ricompose nel 2019, con la manifestazione di piazza San Giovanni.
Le spaccature nella confederazione si sono registrate anche negli anni 2000, durante i governi Berlusconi, con la Cgil che scelse di andare in piazza per difendere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e di non aderire al Patto per l’Italia.
È sempre Berlusconi a dividere i sindacati nel 2008, quando l’allora segretario, Guglielmo Epifani proclamò da solo lo sciopero generale, senza Cisl e Uil.
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