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Omicron, rilasciata la prima foto al microscopio

© FotoCoronavirus (immagine d'archivio)
Coronavirus (immagine d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 08.12.2021
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Il ceppo Omicron è stato rilevato per la prima volta il 24 novembre nell'Africa meridionale.
L'Università di Hong Kong ha rilasciato un'immagine della variante Omicron del coronavirus, ottenuta utilizzando un microscopio elettronico.
Il ceppo Omicron è stato rilevato per la prima volta il 24 novembre nell'Africa meridionale. Gli studi iniziali hanno dimostrato che è potenzialmente più trasmissibile rispetto ad altre varianti, anche se, per lo meno dai dati iniziali, pare dia decorsi più lievi.
Scienziati medici, inclusi patologi e virologi, sono stati in grado di ottenere una micrografia elettronica di una cellula renale di scimmia, dopo che è stata infettata con la variante Omicron del virus SARS-CoV-2. L'università ha rilasciato stamane le immagini a basso e alto ingrandimento.
A basso ingrandimento, l'immagine mostra danni alle cellule, con vescicole gonfie contenenti piccole particelle virali nere, hanno spiegato i ricercatori. L'alto ingrandimento mostra aggregati di particelle virali con punte a forma di corona sulla loro superficie.
Secondo i rapporti, i ricercatori del Dipartimento di Microbiologia dell'Università di Hong Kong sono riusciti a isolare Omicron da campioni clinici, il che consentirà lo sviluppo e la produzione di vaccini contro il nuovo ceppo.
In precedenza, un gruppo di ricerca del Bambino Gesù aveva a sua volta prodotto una ‘foto’ della nuova variante, in cui sono state rappresentate tutte le mutazioni. In questa, si evidenzia come il virus si sia ulteriormente adattato alla specie umana. Tuttavia, spiegano i ricercatori, solo "ulteriori studi ci potranno dire se questo adattamento è neutro, meno pericoloso, o più pericoloso".
La Prof.ssa Claudia Alteri, supervisore dell’area di ricerca di Medicina Multimodale del Bambino Gesù (coordinata dal Prof. Carlo Federico Perno, in collaborazione con l'Università Statale di Milano) aveva in proposito commentato:
"Fotografia chiaramente è un termine giornalistico, in realtà abbiamo annotato le diverse mutazioni aminoacidiche sulla proteina Spike, che in questa variante è quella più mutata”, spiegando che, più che una vera e propria fotografia, si trattava dell'elaborazione di un'accurata ‘mappa delle mutazioni’.
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