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Medici no-vax, a Roma in 600 finiscono sotto indagine

© Foto : Evgeny UtkinConsiglio dei medici. A sinistra- Alessandra Bruschi, Direttore Generale Istituto Sicurezza Sociale (ISS)
Consiglio dei medici. A sinistra- Alessandra Bruschi, Direttore Generale Istituto Sicurezza Sociale (ISS) - Sputnik Italia, 1920, 08.12.2021
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L'ordine dei Medici di Roma valuterà l'eventuale sospensione. Oltre 600 le segnalazioni arrivate dai pazienti.
Potrebbero essere fino a 600 i medici no-vax nella Capitale. Fino a 12 volte di più di quelli sospesi finora dalle Asl.
La stima è basata sulle segnalazioni arrivate nelle scorse settimane all’Ordine dei Medici di Roma. A scrivere agli uffici di via De Rossi sono gli stessi pazienti, che denunciano i professionisti che non si sono ancora vaccinati o che non hanno ancora effettuato la terza dose obbligatoria.

Nei prossimi giorni, l’Ordine farà partire degli accertamenti sui medici protagonisti delle segnalazioni, per valutare un'eventuale sospensione caso per caso.

“Probabilmente qualcosa è sfuggito alle verifiche delle Asl”, è il commento affidato al Messaggero dal presidente, Antonio Magi. È l’ultimo decreto legge a stabilire che i controlli possono essere effettuati anche dall’ordine professionale, per verificare lo stato delle vaccinazioni degli iscritti.
“Accedendo alla banca dati – spiega ancora Magi - e di fronte ad accertate irregolarità si può procedere direttamente con il provvedimento”.
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Le prime sospensioni, annuncia, potrebbero arrivare già la prossima settimana, entro il 15 dicembre.
I medici no-vax avranno cinque giorni per regolarizzarsi. Poi, scatterà il provvedimento disciplinare.
Parallelamente, è partita anche la stretta della Regione Lazio sui pazienti no-vax: i medici di famiglia dovranno contattarli, per spingerli a sottoporsi all’iniezione, o almeno per capire quali sono le motivazioni alla base della reticenza.

“È fondamentale – ricorda infine Magi - che i medici si vaccinino”, altrimenti, “oltre a rischiare di vanificare gli sforzi fatti contro il Covid”, “i reparti e gli ambulatori potrebbero perdere personale prezioso a danno esclusivo dei cittadini”.

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