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Il “paziente 0” della variante Omicron è guarito: Omicron ora fa meno paura

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Test coronavirus - Sputnik Italia, 1920, 08.12.2021
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Il manager dell’Eni che lavora in Africa e che aveva contratto la variante Omicron del Sars-CoV-2, contagiando tutta la famiglia e anche la badante, si è negativizzato e sta bene. Del resto, si era vaccinato per tempo contro il coronavirus e aveva quindi tutti gli anticorpi necessari per contrastare anche questa variante.
La sua esperienza è oggettivamente la riprova che la variante Omicron non è poi così pericolosa, come aveva detto anche il professore Pregliasco.
Lui, il cosiddetto “paziente 0” della variante Omicron in Italia, si sente “salvo grazie ai vaccini”.
Risultato positivo il 16 novembre scorso, di rientro dal Mozambico, dove lavora per l’Eni, il manager della provincia di Caserta ha contratto il coronavirus inconsapevole di aver preso una nuova variante.
Soltanto il 27 novembre, il sequenziamento effettuato a campione sul suo tampone dalla rete di sorveglianza ha permesso di fare la scoperta.
Tutta la famiglia si è contagiata, compresa la moglie i due figli, la madre e la suocera, più la badante.
Il manager dell’Eni è solo dispiaciuto delle cattiverie che ha dovuto leggere sui social, “anche da parte di conoscenti”. Le sue parole sono riportate dall'Ansa.
"Dopo venti giorni di quarantena resta la sensazione di aver superato una prova molto dura e senza le conseguenze gravi che hanno subito altre persone. E ciò grazie al vaccino, che ci ha fatto stare tranquilli. Da domani potrò tornare a viaggiare ma in questi venti giorni, oltre all'angoscia e alla spada di Damocle rappresentata dai continui tamponi cui venivamo sottoposti, abbiamo potuto ritrovare la bellezza di stare tutti insieme come non accadeva da tempo. Per chi è abituato a viaggiare, stare venti giorni a casa non è facile, ti genera un senso di oppressione; ma c'è anche un lato positivo, vedere i miei figli quanto erano felici di avermi tutto il giorno in casa; loro sono stati bene, anche perché alla Dad ormai sono abituati. E comunque, ripeto, senza vaccino non saremmo stati mai tranquilli. Per cui spero che anche chi è restio vada a vaccinarsi", ha detto l'uomo.
Il caso ha voluto, poi, che tutta la classe del figlio fosse stata sottoposta a tampone molecolare, portando alla scoperta di tre compagni positivi nella classe di uno dei figli del manager. Tuttavia, questi studenti sono stati contagiati dalla variante Delta. Questo fatto ha fatto capire ai sanitari che nella scuola vi era un focolaio non dovuto al figlio del manager, ma dovuto alla variante Delta che nulla aveva a che vedere con la sua famiglia.
Da qui, il 30 novembre, il via al tampone di massa all’intera scuola su docenti, alunni e personale amministrativo, per scovare tutti gli altri casi di coronavirus da variante Delta.
Poche altre positività sono state poi scoperte e tutte legate alla variante Delta, e non alla variante Omicron.
A giorni, la scuola, chiusa per precauzione, dovrebbe riaprire.
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