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Salario minimo e tutele per i rider: il piano dell'Ue per il lavoro

© Sputnik . Evgeny UtkinI rider a Milano, Italia
I rider a Milano, Italia - Sputnik Italia, 1920, 07.12.2021
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Il Consiglio Ue sul Lavoro ha dato il via libera alla proposta della Commissione sul salario minimo in Europa.
Assicurare a tutti i lavoratori standard di vita “dignitosi”. È questo l’obiettivo delle istituzioni europee. Ieri, dopo il Consiglio Ue sul Lavoro c’è stato un ulteriore passo avanti verso l’introduzione del salario minimo in Europa, con il via libera alla proposta della Commissione da parte dei ministri dei 27. Ora, spiega il Sole24Ore, può partire “l’iter negoziale con il Parlamento europeo”.
Nei prossimi giorni, inoltre, la Commissione presenterà un pacchetto di interventi per tutelare i rider e contrastare il caporalato ai danni di chi lavora nel settore delle consegne a domicilio, mentre il Consiglio europeo ha avviato i negoziati sulla trasparenza retributiva per la parità salariale tra uomo e donna.
Si tratta, ha detto il ministro Andrea Orlando a margine del Consiglio, di "un passo importante nella direzione di una costruzione di un'Europa sociale".
"La direttiva – ha spiegato, citato dall’Agi - definisce il percorso attraverso il quale i Paesi possono rafforzare la contrattazione e introdurre delle norme che sostengano l'introduzione di un salario minimo".
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Povertà dei lavoratori e dumping salariale, ha spiegato ancora Orlando, sono "fenomeni che purtroppo segnano anche il mercato del lavoro italiano”. Quelle che arrivano da Bruxelles, quindi, sono “buone notizie” anche per il nostro Paese.
Sui nuovi contratti, ha sottolineato ancora il ministro, servono “regole più chiare agganciate anche a regole che definiscono un salario minimo, o meglio regole che definiscono un salario minimo agganciato anche ai livelli di contrattazione”.
Orlando, infine, ha ricordato che il nostro Paese era già intervenuto sulla questione delle tutele ai rider “con un protocollo per contrastare il caporalato”.
“Sicuramente non è sufficiente, - ha però aggiunto - per questo abbiamo scritto, con altri Paesi europei, una lettera alla Commissione per sollecitare un'iniziativa a livello di Unione che disciplini queste categorie di lavoratori".
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